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La Lex Roscia Theatralis e Marziale: il Ciclo del Libro V
La Lex Roscia Theatralis e Marziale: il Ciclo del Libro V

La Lex Roscia Theatralis e Marziale: il Ciclo del Libro V

Edizioni New Press
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Negli Epigrammaton libri di Marziale non è raro trovare una serie di testi che trattano, variandolo, lo stesso argomento e che vengono così a costituire un ciclo.

Nell'ordinamento interno a ogni libro questi epigr. talvolta possono formare una sequenza compatta, ma comunque mai particolarmente estesa, oppure - ed è il caso più frequente - risultano armonicamente distribuiti in una più ampia sezione del libro stesso e, in ossequio al principio della varieras epigrammatica, contigui a canni di caratrere alquanto diverso, al fine di evitare che una eccessiva insistenza sul medesimo motivo possa ingenetare sazietà e noia nel lettore.

Le tematiche affrontate nei cicli epigrammatici sono per lo pi&ug

Descrizione

Negli Epigrammaton libri di Marziale non è raro trovare una serie di testi che trattano, variandolo, lo stesso argomento e che vengono così a costituire un ciclo.

Nell'ordinamento interno a ogni libro questi epigr. talvolta possono formare una sequenza compatta, ma comunque mai particolarmente estesa, oppure - ed è il caso più frequente - risultano armonicamente distribuiti in una più ampia sezione del libro stesso e, in ossequio al principio della varieras epigrammatica, contigui a canni di caratrere alquanto diverso, al fine di evitare che una eccessiva insistenza sul medesimo motivo possa ingenetare sazietà e noia nel lettore.

Le tematiche affrontate nei cicli epigrammatici sono per lo più di natura cortigiana e, di norma, tipiche ed esclusive del libro che ospita il ciclo; questi Leitmotive assumono quindi un rilievo particolare, in quanto, sul piano letterario, contribuiscono a caratterizzare i Libri di Marziale.

È il caso del ciclo, oggetto del presente studio, che nel libro V Marziale dedica alla recente restaurazione da parte di Domiziano della lex Roscia theatralis, norma che riservava le prime quattordici file della cavea ai cavalieri. In questo libro, il primo indirizzato direttamente all'imperatore, Marziale si prefigge di accreditare sé stesso come poeta di corte e il genere minore da lui praticato come forma letteraria aulica, atta alla celebrazione del principe, allo scopo - espressamente dichiarato - di ottenere il favore e il patronato di Domiziano; in questo contesto, il fatto che egli consacri un ciclo composto da ben otto testi alla lex Roscia theatralis può dare la misura della risonanza e della importanza di questo provvedimento, che - insieme ad altre norme analoghe relative al ius sedendi - testimonia ottimamente la valenza politica della distribuzione del pubblico durante gli spettacoli: a teatro la società romana prendeva visione e coscienza di sé, riconoscendo in quella precisa, ordinata e, al tempo dei Flavi, pressoché statica ripartizione le gerarchie più o meno apertamente operanti al suo interno.

La duplicità di approcci, filologico-letterario per un verso e storico-politico per l'altro, che consente - e anzi stimola - una indagine sul ciclo marzialiano dedicato alla lex Roscia theatralis ha suggerito la suddivisione interna alla sezione introduttiva: nel primo capitolo la lex Roscia viene analizzata dal punto di vista storico e giuridico, ricostruendone, per quanto lo consentono le testimonianze in nostro possesso, disposizioni e sviluppo storico; si passa poi a una presentazione letteraria degli aspetti particolari del libro che ospita il ciclo (datazione, tematiche caratterizzanti, ordinamento interno) e del ciclo stesso; conclude l'introduzione un capitolo sulla tradizione manoscritta del testo di Marziale e sui criteri adottati per l'edizione critica degli epigr. che qui presento.

Dettagli del prodotto

Editore
Edizioni New Press
Autore
Canobbio Alberto
ISBN
3090

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