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Plebei e Patrizi nella Roma Arcaica
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Edizioni New Press
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Qualsiasi tentativo di riprendere, dalle sue origini, il problema delle posizioni rispettive dei plebei e dei patrizi e dei loro conflitti nella Roma arcaica (secoli VII-V a.C.) obbliga a una approfondita riflessione su quanto ci viene tramandato dalle nostre fonti storiografiche e da tutti gli altri documenti e monumenti, nonché dai testi di grammatici e antiquari (fra i quali certamente primeggia Varrone, per il tempo in cui scrive, nonché per la riconosciuta autorità delle sue fonti), dalle poche iscrizioni arcaiche ritrovate a Roma e dai numerosi e importanti reperti degli scavi effettuati nel corso del secolo XX a Roma, a Lavinio e in altre località vicine del Lazio.

Ormai è largamente acquisita la nozione cui è giunta di recente la critica storica, cio

Descrizione

Qualsiasi tentativo di riprendere, dalle sue origini, il problema delle posizioni rispettive dei plebei e dei patrizi e dei loro conflitti nella Roma arcaica (secoli VII-V a.C.) obbliga a una approfondita riflessione su quanto ci viene tramandato dalle nostre fonti storiografiche e da tutti gli altri documenti e monumenti, nonché dai testi di grammatici e antiquari (fra i quali certamente primeggia Varrone, per il tempo in cui scrive, nonché per la riconosciuta autorità delle sue fonti), dalle poche iscrizioni arcaiche ritrovate a Roma e dai numerosi e importanti reperti degli scavi effettuati nel corso del secolo XX a Roma, a Lavinio e in altre località vicine del Lazio.

Ormai è largamente acquisita la nozione cui è giunta di recente la critica storica, cioè che le nostre maggiori fonti storiografiche su questo periodo, Tito Livio e Dionigi di Alicarnasso, non attingono da fonti anteriori a Fabio Pittore, cioè a storici del II e del I secolo a.C., sui quali è prevalente l'influsso della storiografia greca della Magna Grecia e della Sicilia. Lo stesso Fabio Pittore e L. Cincio Alimento, contemporanei della seconda guerra punica, scrivono in greco, quindi rivolgendosi a lettori di quella lingua e non ai loro compatrioti. Per questi primi storici romani è possibile l'uso di Timeo di Tauromenio o di altri storici greci italioti o sicelioti, risalenti a molti decenni, forse un secolo, prima: nel caso di Timeo non si è conservato molto della sua opera, ma abbastanza per vedere che la storia romana è trattata in modo casuale e complementare, come è il caso delle vicende di Ercole in Italia, che occupano tanto posto in Dionigi di Alicarnasso.

Dettagli del prodotto

Editore
Edizioni New Press
Autore
Levi Mario Attilio
Disponibilità
1 Libro
ISBN
978889823816

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