Gli ultimi e importanti lavori su Diodoro tendono ad autoclassificarsi in rapporto a due atteggiamenti antitetici, la disponibilità o indisponibilità degli studiosi ad ammettere che Diodoro offra nella sua Biblioteca qualcosa di originale: in realtà la questione è antica. Pensare di sottrarsi a questa alternativa sarebbe puramente illusorio, poiché, piaccia o no, bisogna infine ammettere che essa si è stratificata nel tempo, ha preso forza dalla tradizione degli studi, è diventata la «questione diodorea». Così anche il presente contributo sullo storico siciliano non sfuggirà alla sua sorte e sarà schierato accanto ai sostenitori di qualche modesta originalità diodorea: c'è in questo una gran parte di vero. Non posso però fare a meno di avvertire, in sede inrroduttiva, che il ruolo di difensore di Diodoro non mi ha mai affascinato: non siamo neppure sicuri che egli pensasse per se stesso all'originalità, quella che variamente i moderni auspicano, come a un valore. Di fatto le rivalutazioni di Diodoro reagiscono agli opposti eccessi della Quellenforschung, che dalle origini degli studi diodorei si ingegna a sezionarne i libri per recuperare malcerti brandelli di storici perduti. È vero che c'è modo e modo di praticare la Quellenforschung e che dunque la ricerca delle fonti non è di necessità un male; in fondo, non sarebbe neppure necessario dirlo. Purtroppo di fronte all'attribuzione di uno stesso passo di Diodoro a cinque fonti diverse (il caso non è teorico, anzi non è neppure raro, ma resta qui nel generico per carità di patria storiografica) sembra difficilmente evitabile la conclusione che per un (probabile) pezzo di Quellenlorschung buona ce ne sono quattro (sicuri) di cattiva. Di fatto molti lavori di ricerca del garante di Diodoro non portano alcun interesse reale per Diodoro e puntano invece ad arricchire i contenuti frammentari e per lo più assai magri degli storici che credono così di recuperare; alcuni, sia detto senza inutili polemiche, sono pezzi di pura esibizione retorica. È ancora possibile una lettura unitaria di quel che resta della Biblioteca? Credo che la risposta sia positiva.
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La Biblioteca Storica di Diodoro Siculo: Problemi e Metodo
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Gli ultimi e importanti lavori su Diodoro tendono ad autoclassificarsi in rapporto a due atteggiamenti antitetici, la disponibilità o indisponibilità degli studiosi ad ammettere che Diodoro offra nella sua Biblioteca qualcosa di originale: in realtà la questione è antica. Pensare di sottrarsi a questa alternativa sarebbe puramente illusorio, poiché, piaccia o no, bisogna infine ammettere che essa si è stratificata nel tempo, ha preso forza dalla tradizione degli studi, è diventata la «questione diodorea». Così anche il presente contributo sullo storico siciliano non sfuggirà alla sua sorte e sarà schierato accanto ai sostenitori di qualche modesta originalità diodorea: c'è
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Edizioni New Press
- Autore
- Ambaglio Delfino
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 3093
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