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Elogio di Trasimaco

Frammenti sul potere e sulla violenza

€ 6,00
Quantità

pp. 46, Como
data stampa: 2002
codice isbn: 3114

A distanza di secoli, le riflessioni di Trasimaco costituiscono uno spietato compendio di realismo. Riflessioni che sono - a tutti gli effetti - vere e proprie griglie interpretative feconde ed efficaci per interpretare la realtà storica in termini eraclitei.

Sostenere che il giusto - storicamente parlando - sia stato l'utile dell' oligarchia di turno, affermare che la corruzione sia intrinsecamente connessa all' esercizio del potere o che la condanna dei soprusi del potere sia legata all'impossibilità - da parte delle vittime - di esercitare a propria volta la sopraffazione, tutto ciò equivale a ratificare il corso effettivo della realtà storica. Trasimaco, unitamente a Crizia, aveva lucidamente compreso il ruolo di normalizzazione che il diritto esercita nei confronti della violenza.

Ma sia chiaro: abbiamo parlato di normalizzazione non di eliminazione della violenza. Aveva compreso come la polis fosse il teatro dello scontro fra interessi contrapposti. Ben lungi - allora - dall'ignorare cosa fosse la giustizia o il bene sociale, Trasimaco e Crizia avevano compreso la dinamica della realtà, avevano compreso che - per il conseguimento e l'ampliamento del potere - era necessario abbandonare qualsiasi scrupolo. D'altra parte, il ruolo del realista non può né deve essere quello di costruire un universo teorico in sé compiuto e dotato di una logica autonoma rispetto alla realtà storica, ma deve essere quello di indicare la processualità della storia e - quindi - ad esempio il ruolo del potere o la sua lettura, ma soprattutto deve mettere in chiaro il ruolo che la contrapposizione tra oligarchie (politiche, militari, economiche e religiose) ha svolto nel determinare le linee di forza della realtà.

Il disinteresse con il quale il realista osserva le riflessioni al condizionale del teorico, nasce dalla consapevolezza che solo l'osservazione disincantata può illuminare la natura della storia. Ebbene: proprio lo studio del potere e della violenza organizzata (quella della guerra) costituiscono oggetti di studio privilegiati per il realista. La prima parte del saggio vuole essere un' esposizione sintetica dei principali aspetti del realismo. La seconda parte - sotto forma di frammenti ma non per questo meno organica e sistematica vuole ragguagliare il lettore sui principali aspetti del potere e della violenza in un'ottica realistica.

Indice:

Premessa


Parte Prima


Parte Seconda


Bibliografia

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