Dall'introduzione dell'autrice:
"Ha ancora un senso lo studio del diritto romano nelle Facoltà giuridiche delle nostre Università?
La domanda non è certo nuova, ma oggi diviene ancora più pressante perché molti studenti della Facoltà di giurisprudenza non hanno mai studiato la lingua e la cultura latine; i contenuti dei corsi romanistici tradizionali e la letteratura manualistica a disposizione della didattica del diritto romano ne presuppongono ancora, di regola, la conoscenza: soprattutto l'impostazione di metodo degli insegnamenti e la loro tradizione esigono, quale premessa necessaria alla comprensione, una formazione umanistica, che, come noto, si basa tuttora sulla conoscenza, quanto meno elementare, del mondo classico a cui il latino costituisce un veicolo di accesso ineliminabile.
In una conferenza tenuta nel 1950 Biondo Biondi si occupava di "Crisi e sorti dello studio del diritto romano" e si chiedeva: "La scienza del diritto romano è in crisi permanente, direi quasi per sua intrinseca natura: in qualche momento latente, in altro clamorosa, in altro esplode in una aperta rinnegazione e recisa ostilità. Quanto meno continua nel disinteresse generale. E' una crisi della scienza o nella scienza, cioè della scienza in sè o dei suoi metodi? Il giurista romano, col suo latino ed il suo servus Stichus, può dire ancora una parola ai moderni? Il diritto romano col suo orizzonte limitato, dopo quattordici secoli dalla sua ultima codificazione, è definitivamente morto e sepolto, o può essere ancora istruttivo, in pieno secolo XX, quando la tecnica non intende porre limiti all'ardire umano?"
Una risposta a queste domande può essere utilmente tentata analizzando l'incidenza del diritto romano nella prassi giurisprudenziale, vale a dire nelle motivazioni delle sentenze dei Tribunali.
Nelle pagine seguenti se ne offrirà qualche esempio, senza alcuna pretesa di completezza nè tematica nè temporale, per verificare sul campo la presenza del diritto romano nella realtà giuridica moderna.
Scopo della dispensa è inoltre quello di avvicinare gli studenti del primo anno della Facoltà di giurisprudenza ai testi dei giuristi romani e alle sentenze dei tribunali, offrendo loro alcune indicazioni minime per la lettura di queste ultime."
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Il Diritto Romano nella Giurisprudenza dei Tribunali
Edizioni New PressDall'introduzione dell'autrice:
"Ha ancora un senso lo studio del diritto romano nelle Facoltà giuridiche delle nostre Università?
La domanda non è certo nuova, ma oggi diviene ancora più pressante perché molti studenti della Facoltà di giurisprudenza non hanno mai studiato la lingua e la cultura latine; i contenuti dei corsi romanistici tradizionali e la letteratura manualistica a disposizione della didattica del diritto romano ne presuppongono ancora, di regola, la conoscenza: soprattutto l'impostazione di metodo degli insegnamenti e la loro tradizione esigono, quale premessa necessaria alla comprensione, una formazione umanistica, che, come noto, si basa tuttora sulla conoscenza, quanto meno elementare, del mondo classico a cui il latino costituisce u
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Edizioni New Press
- Autore
- Balbiani Tatiana
- ISBN
- 529163