Perché rileggere il Guidi barocco oggi, quando continua, a più riprese, a tenere la scena il Guidi àrcade? I motivi sono diversi, a cominciare dal gusto di recuperare il fruscio e le intemperie di una lirica ardita, metaforicamente visionaria, e al tempo medesimo severa, quasi arcigna nelle scelte simmetriche metrico-stilistiche. E ancora perché anche un poeta barocco poi pentito come il Guidi può svelarci 'segreti e infamie' (ma lo sono poi sempre?) di un'esperienza letteraria perennemente pronta a sorprenderci, ad inquietarci, quando pensavamo ormai di essercene impadroniti, di averla imbrigliata, etichettata. E, infine, come rinunciare a scrutare nella produzione giovanile del poeta pavese - specie nella melica dell'Amalasonta in Italia - le spie di una svolta?
L'edizione della Salvarani raccoglie dunque con scrupolosa e lucida cura filologica le Poesie liriche che Alessandro Guidi offre nel 1671 a Ranuccio il Farnese, duca di Parma, e il libretto dell'Amalasonta in Italia musicato da Giovan Battista Policci, maestro di cappella dei Farnese.
Sono testi antitetici: le liriche concettose, talora marcate da pulsanti angustie interpretative, ed una tragedia di lieto fine per musica dalle cadenze facili, come prescrive il genere, ma dalla trama complessa, ondeggiante su equivoci ed inganni.
Su tutta questa produzione pare silentemente aleggiare la presenza-assenza del Tasso (poeta tanto autobiograficamente scomodo quanto il Guidi, come del resto tutti i barocchi, si mantiene nell'ombra), evocato già nell'avvertenza al lettore, dove un Guidi in vena di lamentare le troppe pretese dei più nei confronti di chi scrive, amaramente rileva che quand'anche il letterato "giungesse a spruzzar balsami d'immortalità ne gl'inchiostri... la viltà di certi spiriti" infetterebbe tutto con la malignità.
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Perché rileggere il Guidi barocco oggi, quando continua, a più riprese, a tenere la scena il Guidi àrcade? I motivi sono diversi, a cominciare dal gusto di recuperare il fruscio e le intemperie di una lirica ardita, metaforicamente visionaria, e al tempo medesimo severa, quasi arcigna nelle scelte simmetriche metrico-stilistiche. E ancora perché anche un poeta barocco poi pentito come il Guidi può svelarci 'segreti e infamie' (ma lo sono poi sempre?) di un'esperienza letteraria perennemente pronta a sorprenderci, ad inquietarci, quando pensavamo ormai di essercene impadroniti, di averla imbrigliata, etichettata. E, infine, come rinunciare a scrutare nella produzione giovanile del poeta pavese - specie nella melica dell'Amalasonta in
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- La Finestra
- Autore
- Guidi Alessandro
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 978888809703