La tradizione dell'Acerba etas è simmetrica alla damnatio memoriæ dello stesso Cecco: la condanna dell'uomo ha innescato la maledizione dell'opera, sia dal punto di vista intellettuale (l'opera è scomoda) sia sul piano ecdotico (oltre che interrotta, l'opera è in molti passaggi gravemente alterata).
Stabilire criteri di edizione certi per questo poema - la cui lingua umbro-marchigiana si corrompe già nei primissimi testimoni trecenteschi, assumendo patine fiorentine e bolognesi - è particolarmente difficile. I codici più antichi non sono necessariamente i testimoni privilegiati dell'archetipo (recentiores non deteriores). Tuttavia - e soprattutto per le opere di area romanza - non è possibile prescindere tout court dall'importanza del contesto d'una nascita. E questo fatto diviene lampante, se si considera lo iato tra i manoscritti trecenteschi dell'Acerba e le stampe cinquecentesche: la qualità dei testimoni a stampa è generalmente inferiore a quella dei testimoni manoscritti. Vale a dire che le stampe sono asservite più all'accessibilità che all'attendibilità dei codici: dunque l'edizione Sessa del 1501, e le edizioni successive, sono più compromesse dei manoscritti del Trecento che abbiamo potuto visionare. Per noi, le questioni in gioco non riguardano solo la classe filologica. Per esempio: è possibile analizzare un'opera, senza renderla disponibile e leggibile? Disquisire sul frammento illumina veramente il senso di un poema? Il vero nodo oggi - è la suddivisione delle competenze, per studiare uno ieri in cui gli enciclopedisti, da Isidoro a Cecco, compulsavano tutti i saperi (il commento latino dell'Acerba cita serenamente Aristotele, Tolomeo, Galeno, Dante, Alberto Magno) e molte lingue, oltre che molte esperienze.
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La tradizione dell'Acerba etas è simmetrica alla damnatio memoriæ dello stesso Cecco: la condanna dell'uomo ha innescato la maledizione dell'opera, sia dal punto di vista intellettuale (l'opera è scomoda) sia sul piano ecdotico (oltre che interrotta, l'opera è in molti passaggi gravemente alterata).
Stabilire criteri di edizione certi per questo poema - la cui lingua umbro-marchigiana si corrompe già nei primissimi testimoni trecenteschi, assumendo patine fiorentine e bolognesi - è particolarmente difficile. I codici più antichi non sono necessariamente i testimoni privilegiati dell'archetipo (recentiores non deteriores). Tuttavia - e soprattutto per le opere di area romanza - non è p
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- La Finestra
- Autore
- Cecco D'Ascoli
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 978889592573