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Enciclopedie Medievali

Storia e stili di un genere

La Finestra
€ 30,00
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pp. 288, Lavis (TN)
data stampa: 2013
codice isbn: 978889592550

Per un enciclopedismo caleidoscopico la prima edizione di questo manuale si riferiva allo stile di un genere. Ora si apre ai diversi stili – molti – di un genere. E in questa nuova forma è veramente il liber introductorius, universitario e non. La scelta pluristilistica sarà feconda, perché l’accessus non poteva semplificare il cerchio che fa coesistere Isidoro e Ildegarda. In cinque anni il libro ha subìto un’enorme amplificatio. Ne parlo un po’ da retore, evidentemente: un retore extratemporale, abituato a vedere (a sentire) suoni nelle cose e cose nei suoni. Questa abitudine ne genera un’altra: non potersi accontentare di un testo basico; né di una neutralità anaffettiva, nelle humanae litterae e in tutto. Ora Albertazzi ha ampliato qualcosa che non poteva essere costretto in forme troppo scheletriche, nel contenuto e nella stessa dizione. E ha capìto presto una cosa essenziale: il suo accessus doveva contaminarsi e diventare una piccola enciclopedia, a sua volta. Quindi il libro doveva dilatare le sue informazioni, e questo è chiaro; ma doveva anche compromettersi nell’ornatus, e assumere in sé apparati non solo pratici (gli indici e la bibliografia, che ora è un libro nel libro), ma anche belli (la parte iconografica e l’antologia, altri libri nel libro). Il libro stimolerà idee buone, di pensiero in pensiero. Per esempio: la circolarità affettiva di un genere che è un abbraccio programmatico; la difformità feconda delle opere, parallela alla straordinaria disponibilità tecnica di autori come Boezio, Cassiodoro, Beda, Ildegarda (e anche Dante, certo: come un caso estremo, da valutare bene – ed è un’altra delle idee valide del libro – in rapporto alla scienza non finta di Cecco d’Ascoli: è un punto capitale); e l’importanza riconosciuta a Francesco da Barberino come artista multimediale. E poi spunti, ovunque, ognuno dei quali merita un libro a sé: per esempio il rapporto, che qui è solo accennato, tra l’enciclopedia e il glossario. La parte informativa di Albertazzi è importante: offre una fonte, che va vista come tale, nella sua necessità oggettiva. Ma il lettore senza vincoli accademici dovrebbe leggere le prime pagine come una sintesi del millennio medievale. Il tempo è lunghissimo, ma si incardina su punti forti, e le pagine su Nome e Cosa valgono come sintesi di un libro, oltre che sintesi spirituale di questo libro. Quando il lettore si costruirà una sua sinossi degli indici medievali vedrà il tutto-in-tutto: i nomi di Dio e gli scompensi umorali, la cura della pecora e i libri apocrifi, la natura del pellicano e le qualità dell’elemento-terra, l’uomo peloso e la donna glabra, il moto dei pianeti e le pietre preziose. I salti da argomento ad argomento non sono né giocosi né folli. Si trattava, allora, di spiegare le cose come erano, e giustamente Albertazzi scrive che «il mondo come è rappresentato nelle carte medievali è esattamente il mondo come era nel Medioevo». E io aggiungo, ancora in nome dell’ars dictandi: anche gli stili usati, scritti e iconografici, erano lo specchio di quel mondo. A questo punto, basta poco. Basta la semplicità di qualche principio-chiave, e poi le indicazioni per formarsi una biblioteca delle enciclopedie, di cui l’antologia hic et nunc è solo il primo campione. Il lettore troverà i primi termini e i testi, poi dovrà leggere e rileggere. Potrà andare ai testi, e dai testi ai glossari d’epoca, dai glossari – se vorrà – ai grandi commentatori. Allora avrà fatto esattamente il percorso medievale. Si sarà formato bene, come un neo-allievo di Cassiodoro o di Ugo di San Vittore. È un’ipotesi gloriosa: la molteplicità delle scienze – unite in termini metafisici e poetici, cioè singolari ed umani – ricomincerà ad agire. Non nei monasteri e nelle scuole, e nemmeno in una borghesia urbana, come quella che ha divorato – in tutti i sensi – Brunetto Latini. Ora si tratta di singoli lettori; non proprio specialisti, non ancora, o non solo; ma speciali. E proprio nel tempo in cui l’Occidente – la cui base è l’Europa – abdica o tramonta, e il meglio che lascia è immateriale e mentale. I libri come le enciclopedie ne sono la traccia culturale e sacrale: ripubblicarli e rileggerli è un vero atto di continuità. Poeticamente, e con un po’ di retorica, si può chiamare il popolo futuro – molto sfilacciato, molto singolare, e disperso – ad una nuova scuola. (Massimo Sannelli)

Indice:

Prolegomena

1: il nome

2: la cosa

3: la carta del mondo

4: la storia

5: il primo periodo (VI-XIII s.)
Marziano Capella, Agostino, Boezio, Cassiodoro, Isidoro di Siviglia, Berla, Rabano Mauro, Onorio di Autun, Lamberto di Saint-Omer, Guglielmo di Conches, Ugo di San Vittore, Riccardo di San Vittore, Teodorico di Chartres, Bernardo Silvestre, Giovanni di Salisbury, Alano di Lilla, Ildegarda di Bingen, Herrada di Landsberg, Adelardo di Bath, Radulfo Ardens, Alessandro Neckam

6: un'epoca di transizione

7: il secondo periodo (XIV-XVI s.)
Bartolomeo Anglico, Tommaso di Cantimpré, Vincenzo di Beauvais, Arnoldo di Sassonia, Gossouin de Metz, Enrico di Herford, Il mare amoroso, Livre de Sidrac, Placides et Timéo, Secretum secretorum, Ugo di Ripelin, Raimondo Lullo, Enrico Bate, Brunetto Latini, Restoro d'Arezzo, Francesco da Barberino, Cecco d'Ascoli, Dante, Fazio degli Uberti

8: indici delle enciclopedie medievali: alcuni esempi
Plinio, Naturalis historia - Marziano Capella, De nuptiis Philologiae et Mercurii - Isidoro di Siviglia, Etymologiae - Isidoro di Siviglia, De natura rerum - Rabano Mauro, De rerum naturis - Onorio di Autun, De imagine mundi - Ugo di San Vittore, Didascalicon - Guglielmo di Conches, Philosophia - Alessandro Neckam, De naturis rerum - Bartolomeo Anglico, De proprietatibus rerum - Tommaso di Cantimpré, Liber de natura rerum - Vincenzo di Beauvais, Speculum maius Brunetto Latini, Li livres dou Tresor - Cecco d'Ascoli, Acerba etas

9: antologia
Isidoro di Siviglia, De natura rerum - Rabano Mauro, De rerum naturis - Ugo di San Vittore, Didascalicon - Guglielmo di Conches, Philosophia - Bernardo Silvestre, Cosmographia - Bartolomeo Anglico, De proprietatibus rerum - Vincenzo di Beauvais, Speculum naturale - Francesco da Barberino, Documenta Amoris

10: iconografia

11: bibliografia

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