Il materiale è nato per la musica. Tradurlo non ha molto senso. È più utile, e più bello, pensare al piacere di chi leggerà: quindi ricostruire, rifare i ritmi, tradire mortalmente per essere paradossalmente fedeli. Niente è infecondo sulla terra, anche dal punto di vista di un collega religioso del Monaco, Ugo di San Vittore. Ora, il martellamento delle coblas unissonans e il suono veloce del provenzale sono inimitabili; oppure bisogna riscrivere e adattare, come avrebbe fatto un poeta della Scuola Siciliana, nel tempo di un volgare ancora duttile. Si sa che Madonna, dir vo voglio di Giacomo da Lentini è la «traduzione quasi fedele» «artisticamente elaborata eppure sostanzialmente fedele», «aderendo fedelmente alla lettera, ma mutando del tutto la compagine metrica» - di A vos, midonz, voill retrair'en cantan di Folchetto.
«Tradizione, traduzione, innovazione», secondo Tavani. Nel 2011 la letteratura italiana ha ottocento anni di storia dietro di sé, e le strategie di torsione della lingua poetica sono consunte: per esempio, i troncamenti come dir e Amor, nei primi versi del Notaro, suonano inconditi o ridicoli, al nostro orecchio (e forse anche al nostro occhio). La diritta via può essere un rifacimento ideale, senza straordinari tours de force metrici, e con il fedele consiglio della Ragione: in pratica, «rimodellare letteralmente con abili scorciature in una compagine metrica del tutto differente», secondo la lettura di Folena.
Il rimodellamento può riguardare anche la divisione delle stanze. Perché no? Niente impedisce accorpamenti più liberi dei versi, se la metrica originaria è inimitabile, per noi, e se manca il sostegno della musica, che divide naturalmente una stanza dall'altra. Per lo stesso motivo, il testo italiano non è un riflesso filologico di quello provenzale, non lo rispecchia neanche nella forma esterna (e quindi rinuncia alla numerazione dei versi, per esempio: e in generale rifugge dalla troppa somiglianza).
- -5%
Il materiale è nato per la musica. Tradurlo non ha molto senso. È più utile, e più bello, pensare al piacere di chi leggerà: quindi ricostruire, rifare i ritmi, tradire mortalmente per essere paradossalmente fedeli. Niente è infecondo sulla terra, anche dal punto di vista di un collega religioso del Monaco, Ugo di San Vittore. Ora, il martellamento delle coblas unissonans e il suono veloce del provenzale sono inimitabili; oppure bisogna riscrivere e adattare, come avrebbe fatto un poeta della Scuola Siciliana, nel tempo di un volgare ancora duttile. Si sa che Madonna, dir vo voglio di Giacomo da Lentini è la «traduzione quasi fedele» «artisticamente elaborata eppure sostanzialmente fedele&raqu
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- La Finestra
- Autore
- Il Monaco di Montaudon
- ISBN
- 978889592532