Scritto circa 2500 anni fa, L'arte della guerra di Sun Tzu, un capolavoro che «ha lo stesso rilievo di un classico confuciano» (The Times), è forse l'unico testo antico considerato tuttora un manuale di insegnamenti pratici di estrema attualità.
Stampato in migliaia di copie in Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale, servì ai generali giapponesi per l'elaborazione della loro strategia, costituì il nucleo delle tattiche belliche di Mao Tse Tung, ispirò le decisioni militari e politiche di Chiang K'ai-shek, fu impiegato dai Vietnamiti nella guerra contro Francesi e Americani.
Il trattato, che espone una filosofia della lotta in cui la suprema abilità consiste «nel piegare il nemico senza combattere la guerra», rivive oggi un momento di grande fortuna. L'antica dottrina che traversa queste pagine, e che si esprime soprattutto nel termine mou (in cinese classico: progetto, complotto, calcolo astuto e trama), rivela infatti la sua attualità in un'epoca in cui le armi nucleari vietano il ricorso alla guerra aperta e l'insieme dei conflitti ha per posta in gioco non la distruzione dell'avversario, ma la cattura dell'opinione pubblica.
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Scritto circa 2500 anni fa, L'arte della guerra di Sun Tzu, un capolavoro che «ha lo stesso rilievo di un classico confuciano» (The Times), è forse l'unico testo antico considerato tuttora un manuale di insegnamenti pratici di estrema attualità.
Stampato in migliaia di copie in Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale, servì ai generali giapponesi per l'elaborazione della loro strategia, costituì il nucleo delle tattiche belliche di Mao Tse Tung, ispirò le decisioni militari e politiche di Chiang K'ai-shek, fu impiegato dai Vietnamiti nella guerra contro Francesi e Americani.
Il trattato, che espone una filosofia della lotta in cui la suprema abilità consiste «nel piegare il n