Del poeta Bertran de Born rimane un corpo senza testa o una testa senza corpo: la stessa integrità infranta che appare a Dante nel canto XXVlll dell'Inferno, e questo contrappasso vale anche per il Bertran autore. In fondo, l'Accademia ama le certezze e le teste sul collo: cosi il trovatore Bertran è stato unito alla politica aquitana della fine del XII secolo, ha avuto la sua ecdotica particulare e forzata - otto edizioni in 130 anni - e una serie di maschere (il patriota aquitano, il povero signore che vive di guerra, il barone titolare di un piccolo castello - o al massimo di un territorio di media importanza - o il feudatario dai grandi possedimenti). Alla fine, i documenti mostrano solo un signore feudale dell'attuale Dordogne.
Qui non è stata attribuita una testa scientifica al corpo spezzato, e non si è neanche ricreato a tavolino il solito profilo del Bertran cantore della guerra. Dunque nessuna cella critica, vecchia o nuova; nessun giudizio; poca devozione agli eccessi storiografici o critici, e nessun addomesticamento del corpus poetico ad un eventuale partito preso, compreso quello storiografico. Di fatto, abbiamo cercato con forza di esprimere la prima radice di tutte le concezioni - dato storiografico o affermazione, senhal o proverbio: quello che si potrebbe definire come lo spirito di Bertran.
Non abbiamo voluto essere troppo rigidi con Bertran, anche per quanto riguarda le attribuzioni. In realtà, tutti i manoscritti della tradizione poetica provenzale sono stati redatti a partire dalla metà del XIII secolo, vale a dire una cinquantina d'anni dopo la presunta attività poetica del barone di Hautefort. Di conseguenza, le opere bertrandiane (e trobadoriche, in generale) devono essere circolate oralmente - e per una via del tutto laica - prima di conquistare la scrittura. L'oralità e la distanza tra il poeta e la pagina devono aver determinato molte attribuzioni trobadoriche. Quindi è plausibile che (molti? pochi?) testi di Bertran siano scomparsi, che canzoni originali abbiano assunto un altro aspetto, che altri testi non siano originali. Ecco perché abbiamo parlato di opere attribuite a, invece di usare il certo - e magari errato - poesie di.
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Del poeta Bertran de Born rimane un corpo senza testa o una testa senza corpo: la stessa integrità infranta che appare a Dante nel canto XXVlll dell'Inferno, e questo contrappasso vale anche per il Bertran autore. In fondo, l'Accademia ama le certezze e le teste sul collo: cosi il trovatore Bertran è stato unito alla politica aquitana della fine del XII secolo, ha avuto la sua ecdotica particulare e forzata - otto edizioni in 130 anni - e una serie di maschere (il patriota aquitano, il povero signore che vive di guerra, il barone titolare di un piccolo castello - o al massimo di un territorio di media importanza - o il feudatario dai grandi possedimenti). Alla fine, i documenti mostrano solo un signore feudale dell'attuale Dordogne.
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- La Finestra
- Autore
- Bertran de Born
- ISBN
- 978889592525