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Alchimie dell'Anima

Eternità e immortalita dell'anima in Mesopotamia, nell'Egitto delle Piramidi e nella Sardegna dei Nuraghi in un serrato confronto con le grandi concezioni filosofiche della modernità

€ 19,00
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pp. 304, nn. ill. b/n, Dolianova (CA)
data stampa: 2010
codice isbn: 978889677822

Esiste davvero, l'anima? Sopravvive davvero alla morte del corpo conservando l'unità della coscienza, dell'io? Gli antichi ne erano pienamente convinti. Torri, Nuraghi, Ziqqurat e Piramidi testimoniano di una credenza irriducibile: l'anima è immortale e vive eternamente in un edificio ciclopico.

Ogni edificio antico era, quindi, un luogo dell'anima. La convinzione era inscalfibile. Dagli egizi l'anima era chiamata Ba. I mesopotamici la chiamavano Dur, i nuragici, forse, Nur (Luce). Successivamente, dai greci fu chiamata Psychè. In un vertiginoso andare avanti e indietro nei millenni l'autore insegue il mito dell'immortalità dell'anima così come esso apparve per la prima volta in Mesopotamia, nell'Egitto delle Piramidi e nella Sardegna Nuragica. Il sogno di lolao, la conquista dell'immortalità, è quello stesso di Gilgamesh, di Sargon e di Cheope: conoscere i segreti dell'universo, mettere in salvo l'anima, vivere in eterno. Il peccato originale biblico. Partendo dal mondo antico e con un sguardo attento ai dettami dell'antropologia religiosa, dell'alchimia delle origini e della psicologia junghiana, il confronto sui temi dell'altrove, della morte e dell'anima prosegue con Platone, Aristotele, Teilhard de Chardin e, più in generale, con le grandi religioni della modernità: ebraismo, cristianesimo, islamismo, induismo e buddismo.

La ricerca si conclude, infine, nella parte finale del lavoro, dando uno sguardo agli ultimi approdi della scienza moderna, Psicologia, Biologia, Chimica, Geometria non euclidea, Matematica dei gruppi e Fisica delle particelle, nell'ipotesi che quell'enigmatica sostanza che i moderni chiamano Anima si possa nascondere, oggi, nell'infinitamente grande e nell'infinitamente piccolo della materia, in quelle simmetrie cosmiche dove, a parere dell'autore, sembra profilarsi un nuovo Dio, quello di Spinoza ed Einstein. Un libro serio, complesso, rigoroso e ben documentato; un'opera scientifica dalla lettura godibilissima.

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