Sterilità, disturbi e complicazioni della gravidanza, morbilità e mortalità infantile e puerperale, ipogalattia (da cui non sono immuni neppure le femmine e gli animali) e altre malattie possono essere impedite, in determinati periodi e luoghi, mediante operazioni cultuali della devozione, che provocano l'attenzione di figure divine potenti, nascoste fin dai primordi del neolitico in una sorgente d'acqua terapeutica, in uno stagno, in una selva, in una forra (buca delle fate), in una pianta (divinità degli alberi e dei boschi).
Dall'offerta di una selce, di pochi chicchi di frumento, del giglio dei campi, di burro, grasso, latte e di olio, fino ai manufatti riproducenti (in cotto e in metallo) le parti anatomiche da proteggere, di monete di ogni epoca, la devozione popolare esprime la continuità sacrale del luogo.
Toponimi, dati archeologici, racconti e ritualità attuali hanno indicato alla presente ricerca quei luoghi, unici e eccezionali, dove sono succedute alle divinità madri pagane le figure protettrici e consolatorie delle sante cristiane e di Maria di Nazareth.
In Europa, le acque nelle valenze termali e minerali, offrono oggi la loro potenza salutare e rigeneratrice; alcune di queste, nel perdere la loro antica sacralità, sono diventate un luogo organizzato del sapere laico (dai risvolti sanitario, terapeutico, aggregante, assistenziale, ecc.). Altre, presenti nei boschi del piano e del monte, mantengono la loro identità di antichi santuari della salute e del, bene, anche se a volte indicati semplicemente da una sorgente e da qualche pietra, delimitante l'antica sacralità del luogo. Anche le acque correnti, prossime alla cappella della Madonna del Parto (Monterchi-Arezzo), dove la figura materna di Maria fu affrescata in uno stato di avanzata gravidanza da Piero della Francesca, sono comlmi a tutte le altre, chiamate familiarmente dalla devozione popolare "fonti, acque sante di Maria", della "Madonna del latte" o "dei parti, del parto"; sono questi i segni di una ben strutturata rete di protezione che da alcuni millenni, fino a oggi, hanno assolto ai bisogni simbolici e materiali delle genti mrali e urbane, rassicurando la fertilità della terra e la fecondità della donna.
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Sterilità, disturbi e complicazioni della gravidanza, morbilità e mortalità infantile e puerperale, ipogalattia (da cui non sono immuni neppure le femmine e gli animali) e altre malattie possono essere impedite, in determinati periodi e luoghi, mediante operazioni cultuali della devozione, che provocano l'attenzione di figure divine potenti, nascoste fin dai primordi del neolitico in una sorgente d'acqua terapeutica, in uno stagno, in una selva, in una forra (buca delle fate), in una pianta (divinità degli alberi e dei boschi).
Dall'offerta di una selce, di pochi chicchi di frumento, del giglio dei campi, di burro, grasso, latte e di olio, fino ai manufatti riproducenti (in cotto e in metallo) le parti anatomiche da proteggere, di monete
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Angelo Pontecorboli
- Autore
- Dini Vittorio
- ISBN
- 978888520731