Nonostante la distanza temporale, le diversissime situazioni storiche e le differenti radici culturali, appare possibile riconoscere un qualche parallelismo fra le figurazioni mostruose che similmente - sono presenti nelle architetture del Manierismo e del Modernismo. Con ciò non si pretende di teorizzare improbabili coincidenze, né di asserire inamissibili continuità, ma si mira soltanto a individuare ed enumerare quali e quante eventuali correlazioni iconologiche, quali e quanti collegamenti di contenuti simbolici, quali e quante somiglianze di valori allusivi possono esistere, ad esempio, fra i mostri di Bomarzo e il mostro che presidia la scalinata d'accesso al Parco Güell di Barcellona; verificare cioè se al mostro, come denominatore comune di esperienze figurative compiute in epoche tra loro lontane e con varia capricciosità e accentuazione, corrisponda o meno una immutabilità di significato e di ruolo.
E nella dialettica tra natura e artificio, tra realtà e apparenza, ovvero nella considerazione dell'architettura come metafora dell'opera di natura - rispecchiante virtuali processi di 'metamorfosi' - che trovano spiegazione e legittima destinazione gli inserti decorativi di aggettivazione teratomorfica. Inserti che arricchiscono il codice architettonico di componenti fiabesche, di ingredienti fantastici, di sviluppi animistici; tutti elementi, questi, che appartengono alla insofferenza per le certezze 'classiche' e che risultano espressioni della volontà di stranezza, di meraviglia, di eresia morfologica ed evasione ludica.
Si è pertanto cercato, negli ambiti architettonici del Manierismo e del Modernismo, di decifrare le omologie formali offerte dai 'mirabili inganni', ossia dalle rappresentazioni pietrificate del mostruoso, dalle presenze inquietanti nelle quali sembrano coesistere il mito e la verità, la regola e la trasgressione.
Proprio attraverso la ricognizione in questo ampio campionario di figurazioni dell'anormale o del caricaturale, in tale assortimento di immagini di una popolazione lapidea dalle orride fattezze, bizzarramente soprannaturali, grottesche e beffarde, minacciose o ammiccanti, è concesso focalizzare e misurare gli aspetti di una qualità creativa, carica di messaggi allegorici, che spesso relega in secondo piano la concezione strettamente costruttiva e prosaicamente funzionalistica dell'architettura.
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Mostri e altri Prodigi di Fantasia nelle Architetture del Manierismo e del Modernismo
Angelo PontecorboliNonostante la distanza temporale, le diversissime situazioni storiche e le differenti radici culturali, appare possibile riconoscere un qualche parallelismo fra le figurazioni mostruose che similmente - sono presenti nelle architetture del Manierismo e del Modernismo. Con ciò non si pretende di teorizzare improbabili coincidenze, né di asserire inamissibili continuità, ma si mira soltanto a individuare ed enumerare quali e quante eventuali correlazioni iconologiche, quali e quanti collegamenti di contenuti simbolici, quali e quante somiglianze di valori allusivi possono esistere, ad esempio, fra i mostri di Bomarzo e il mostro che presidia la scalinata d'accesso al Parco Güell di Barcellona; verificare cioè se al mostro, come denominatore comun
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Angelo Pontecorboli
- Autore
- Cresti Carlo , Cresti Matteo C.
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 978888520770