Amputazioni e trapianti di arti in condizioni igieniche assurde. Iniezioni di pus nelle gambe e nelle mammelle delle partigiane polacche per «studiare» gli effetti dei sulfamidici. Acqua marina data da bere agli zingari per « sperimentare» la resistenza alla sete. Prigionieri lasciati per ore dentro vasche di ghiaccio per « osservare» gli effetti del freddo sull'organismo.
Esperimenti «medici », questi?
Secondo le SS, sì. I medici che li eseguirono (poco più di un centinaio, rispetto ai 150.000 medici tedeschi « borghesi») credevano nell'importanza che essi avrebbero avuto per la medicina del domani, ma soprattutto credevano nella necessità di creare la nuova «scienza medica delle SS »; e fu il famigerato SS-Reichsfiilirer Heinrich Himmler che, pur essendo soltanto un perito agrario, si arrogò l'autorità di impartire personalmente direttive per la sperimentazione sugli esseri umani.
Le vittime di questi esperimenti di una crudeltà inimmaginabile furono migliaia e migliaia di prigionieri di ogni parte d'Europa (gli ebrei ne furono solitamente esclusi, perché «non degni») alcuni dei quali considerati ,« volontari» solo perché ingannevolmente coinvolti dietro la vaga promessa di un tozzo di pane in piu o di una liberazione che non venne mai. Di questi, i pochi sopravvissuti testimoniano tuttora con i loro corpi martoriati gli orrori subiti.
Quelle sofferenze non servirono a nulla. È questa forse la conclusione più amara cui si può giungere dopo una accurata valutazione dei fatti consentita dal tempo: non uno degli esperimenti condotti da medici come Fischer, Romberg, Gebhardt, Schumann, la Oberheuser tutti condannati a Norimberga) ha apportato un sia pur minimo elemento di progresso alla scienza medica del dopoguerra. Non vi fu pertanto nemmeno questo risultato che, pur nulla togliendo alla crudeltà degli esperimenti condotti sulle cavie umane, forse li avrebbe in minima parte giustificati.
Le cavie dei Lager scritto da un medico sulla base di una scrupolosa documentazione storica, è il fedele rapporto su un'allucinante vicenda concepita da menti per· verse.
Luciano Sterpellone, medico e giornalista romano, da anni si dedica alla divulgazione medica attraverso rubriche radiofoniche e televisive (da lui stesso' condotte alla RAI-TV), articoli sulla stampa nazionale e specializzata, libri di educazione sanitaria tradotti in varie lingue. Ha raccolto la maggior parte del materiale spesso inedito sugli esperimenti medici effettuati nei Lager nazisti durante una sua permanenza in Inghilterra, Germania, Austria e Polonia, materiale che poi ha strutturato a costituire il presente volume.
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Amputazioni e trapianti di arti in condizioni igieniche assurde. Iniezioni di pus nelle gambe e nelle mammelle delle partigiane polacche per «studiare» gli effetti dei sulfamidici. Acqua marina data da bere agli zingari per « sperimentare» la resistenza alla sete. Prigionieri lasciati per ore dentro vasche di ghiaccio per « osservare» gli effetti del freddo sull'organismo.
Esperimenti «medici », questi?
Secondo le SS, sì. I medici che li eseguirono (poco più di un centinaio, rispetto ai 150.000 medici tedeschi « borghesi») credevano nell'importanza che essi avrebbero avuto per la medicina del domani, ma soprattutto credevano nella necessità di creare la nuova «scienza medica delle
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Mursia
- Autore
- Sterpellone Luciano
- ISBN
- 6855