ʼʹAτη che si posa lieve sulla testa dei mortali a loro insaputa, dopo essere stata scaraventata per sempre nel mondo degli umani, ci rende l'immagine dell'insostenibile "leggerezza" del tragico che accompagna l'umanità, quel conflitto mai latente che si scioglie nel materno abbraccio kierkegaardiano all'inquietudine. Un antico invalicabile limite condiviso, che argina l'ambiguità, il dolore, il caos interiore di cui l'eroe-uomo è protagonista. Ma come il limite è fatto per essere valicato, l'argine per essere rotto, così la violenza della ʻʹυβϱις spodesta la centralità umana costruendo una dimensione tragica centrata sull'illimite, su quell'infinito che Kant definisce generatore di conflitti, produttore di lacerazioni insanabili, ancora fondamentalmente misterioso, enigmatico, ma verso il quale si tenta sempre la fuga, nonostante «quien sabe?», si chiede Unamuno, non si sa che
cosa sia.
L' ʼάπειϱον, così decifrato, appare come lo snodo centrale dell'esistenza umana, unisce la dimensione antica con la moderna tragicità, ciò che è stato sempre e sarà. Nonostante l'incertezza che lo avvolge e l'assenza di un senso ultimo definito, rappresenta, come luogo del tragico quell'opportunità per la modernità che Lukacs espone, come vera e propria chance, nella Metafisica della tragedia, e che Nietzsche riassume nell'accettazione dionisiaca della vita. Il pensiero moderno lo rincorre impaziente, ma Anassimandro lo ha già imbrigliato pensandolo come regno senza confini, lo ha edificato come dominio della necessità, vi ha tracciato la sua cosmogonia, lo ha sottoposto alla legge eterna del tempo.
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ʼʹAτη che si posa lieve sulla testa dei mortali a loro insaputa, dopo essere stata scaraventata per sempre nel mondo degli umani, ci rende l'immagine dell'insostenibile "leggerezza" del tragico che accompagna l'umanità, quel conflitto mai latente che si scioglie nel materno abbraccio kierkegaardiano all'inquietudine. Un antico invalicabile limite condiviso, che argina l'ambiguità, il dolore, il caos interiore di cui l'eroe-uomo è protagonista. Ma come il limite è fatto per essere valicato, l'argine per essere rotto, così la violenza della ʻʹυβϱις spodesta la centralità umana costruendo una dimensione tragica centrata sull'illimite, su quell'infinito che Kant definisce generatore di conflitti, produttore
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Cuecm
- Autore
- Auteri Giuseppe
- ISBN
- 978889510482