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Tanto antica quanto segnata da lunghi intervalli e silenzi, la riflessione filosofica sul sublime ha accompagnato il processo di autocomprensione dell'uomo lungo un arco di tempo che dall'età classica giunge al Novecento. Nel corso di tale storia, il generale riferimento ad un'esperienza elevata il cui valore (estetico, ma non solo) è correlato all'intensità del trasporto (del lettore, dell'ascoltatore o dello spettatore) non ha impedito al sublime di essere colto da molteplici angolature e indagato da vari punti di vista, secondo i diversi livelli del concetto, venendo ora attribuito al potere ammaliante della parola, disciplinato a tal fine dall'arte poetica e dalla retorica, ora imputato alla capacità immaginativa e rappresentativa dell'uomo, impegnato a trasferire "Su un terreno a lui più congeniale il confronto con ciò che altrimenti lo soverchia o gli reca minaccia, ora impiegato, infine, nell'interpretazione di determinati momenti e aspetti del pensiero. Nel ripercorrerne le tappe, il presente lavoro cerca di evidenziare come la questione del sublime