Si raccolgono qui gli scritti minori di Marta Sordi dedicati alla storia dei rapporti tra l'Etruria e Roma e comparsi in varie sedi nell'ultimo trentennio (per l'esattezza dal 1964).
Questa silloge presuppone naturalmente le tre monografie che la Sordi ha riservato al medesimo ambito di ricerche: I rapporti romano-ceriti e le origini della civitas sine suffragio, Roma 1960 studiavano il trentennio postgallico nella duplice prospettiva della politica estera (Roma tra Siracusa e l'Etruria) e del diritto (la formulazione di un nuovo istituto, appunto la civitas sine suffragio, per regolare in senso onorifico taluni rapporti internazionali); Roma e i Sanniti nel IV secolo a.C., Bologna 1969, poneva radicalmente il problema cronologico nella ricostruzione della storia di Roma arcaica e ne discendeva una rilettura delle guerre sannitiche profondamente diversa da quella appena offerta da E. T. Salmon nel volume 'conservatore' su Samnium and the Samnites, Cambridge 1967; Il mito troiano e l'eredità etrusca di Roma, Milano 1989, ha inteso offrire una sintesi di tutti gli elementi e le componenti etrusche confluite a fecondare la civiltà romana e capaci di integrarsi in essa.
La silloge qui presentata, pur nella varietà degli argomenti trattati, privilegia, a nostro avviso, due altri poli d'interesse: l'espansione etrusca nella pianura Padana e i rapporti coi Celti (la Sordi è una decisa negatrice della cosiddetta prima invasione celtica del VI secolo, pur riconoscendo infiltrazioni celtiche già da quell'epoca) e il ruolo dell'Etruria nell'età della rivoluzione romana, dalla guerra sociale e dalla lotta per la conquista della cittadinanza fino alla guerra di Perugia.
Risulta chiaro da quanto osservato che la Sordi non si è mai rivolta allo studio dell'Etruria come entità in sè conchiusa, ma ha sempre mirato a spiegare nodi fondamentali della storia di Roma repubblicana attraverso il rapporto con l'Etruria: allora l'Etruria è certamente calata in quella prospettiva di storia italica già individuata dal Wilamowitz e ora cara al Pallottino, ma al suo interno riveste un ruolo assolutamente privilegiato per la crescita stessa di Roma e per la formazione di talune caratteristiche essenziali (la concezione della storia, il sentimento religioso del legame tra una comunità e gli dei, il mito delle proprie origini) della romanità.
Questa prospettiva, perseguita con lucida intransigenza, può esporsi all'obiezione di 'panetruschismo' e quindi anche di sottovalutazione degli apporti greci alla civiltà dell'Urbe: sono note, per fare due esempi, le differenti vedute del Momigliano sulla provenienza del mito di Enea oppure dello Sherwin-White sull'origine della civitas sine suffragio. Di là dalle diverse 'opzioni', che si offrono agli studiosi, resta l'indubbia originalità e la forte coerenza interna di una visione dei rapporti romano-etruschi, quale asse portante della storia romano-ltalica. Di conseguenza ci sembra particolarmente utile che, grazie alla cortese sensibilità del prof. Emilio Gabba, si possa offrire in questa collana l'opportunità di leggere tutti insieme contributi sparsi e frammentari per sede e destinazione, ma saldamente uniti per un medesimo disegno ideale.
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Si raccolgono qui gli scritti minori di Marta Sordi dedicati alla storia dei rapporti tra l'Etruria e Roma e comparsi in varie sedi nell'ultimo trentennio (per l'esattezza dal 1964).
Questa silloge presuppone naturalmente le tre monografie che la Sordi ha riservato al medesimo ambito di ricerche: I rapporti romano-ceriti e le origini della civitas sine suffragio, Roma 1960 studiavano il trentennio postgallico nella duplice prospettiva della politica estera (Roma tra Siracusa e l'Etruria) e del diritto (la formulazione di un nuovo istituto, appunto la civitas sine suffragio, per regolare in senso onorifico taluni rapporti internazionali); Roma e i Sanniti nel IV secolo a.C., Bologna 1969, poneva radicalmente il problema cronologico nella r
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Edizioni New Press
- Autore
- Sordi Marta
- ISBN
- 978889823814