L'errata percezione dell"'altro" è assai spesso foriera di pessimi eventi. Quanto resta incompreso rischia di apparire inquietante, quindi di mutarsi in preoccupante e poi in pericoloso. Solo un breve passo resta da compiere per denotarlo come ostile e perciò negativo, malevolo e malefico, come dimostra il "municipalismo" di Ebrei, Cristiani e Musulmani, municipalismo che - a dispetto della sostanziale e reciproca affinità esistente tra quei credi - ancora ai nostri giorni presta mobilitanti e "nobilitanti" coperture ad aspre contese e a sanguinosi conflitti, in realtà ben altrimenti motivabili. Tanto più ingiustificato e imperdonabile appare tale pernicioso spirito campanilistico delle "genti d'Abramo" quando esso viene restituito alle sue proprie dimensioni di esperienza spirituale "parziale", tutt'altro che universale, parcella certamente importante - ma non unica né originale - dell'assai più vasta, diffusa, varia, e affascinante esperienza religiosa dell'uomo.
I dieci saggi qui contenuti intendono fornire al lettore una prima e sintetica informazione su questa multiforme fenomenologia del sacro (non necessariamente del divino) in diversi momenti ed aree della lunga storia dell'Eurasia.
Giovanni M. D'Erme è professore ordinario di Lingua e letteratura persiano nella Facoltà di Lettere e filosofia dell'Università degli Studi di Napoli
"L'Orientale". Autore di una Grammatica del neopersiano, di traduzioni, di numerosi articoli di linguistica e di storia della letteratura e di altri saggi, s'è pure volto più di recente all'investigazione di aspetti ideologici, filosofici e storico-artistici dell'Iran antico e moderno.
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L'errata percezione dell"'altro" è assai spesso foriera di pessimi eventi. Quanto resta incompreso rischia di apparire inquietante, quindi di mutarsi in preoccupante e poi in pericoloso. Solo un breve passo resta da compiere per denotarlo come ostile e perciò negativo, malevolo e malefico, come dimostra il "municipalismo" di Ebrei, Cristiani e Musulmani, municipalismo che - a dispetto della sostanziale e reciproca affinità esistente tra quei credi - ancora ai nostri giorni presta mobilitanti e "nobilitanti" coperture ad aspre contese e a sanguinosi conflitti, in realtà ben altrimenti motivabili. Tanto più ingiustificato e imperdonabile appare tale pernicioso spirito campanilistico delle "genti d'Abramo" quando esso viene restituito alle sue p
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Dettagli del prodotto
- Editore
- Guida
- Autore
- ISBN
- 978887188650