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Gli Ex-Voto di Altavilla Milicia
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Il complesso degli intrami e degli stami che tessono la storia della cultura non sempre si lascia facilmente riconoscere. Né le ricerche intorno a questa galassia, che troppo spesso abusano del nome di scienza, risultano in tutti i casi illuminanti. I singoli autori assai di rado si guardano infatti dalla tentazione, più o meno consapevole, di cercare nei fenomeni osservati quanto avevano già deciso di trovare. In questo modo, naturalmente, lo studio dei fatti finisce con il risolversi nella ricerca di conferme alle proprie opinioni, come dire alle proprie ideologie.

È quanto è accaduto all'arte popolare. Fin dal momento in cui l'irrigidirsi della divisione in classi della società ha prodotto, sia pure non in termini di rep

Descrizione

Il complesso degli intrami e degli stami che tessono la storia della cultura non sempre si lascia facilmente riconoscere. Né le ricerche intorno a questa galassia, che troppo spesso abusano del nome di scienza, risultano in tutti i casi illuminanti. I singoli autori assai di rado si guardano infatti dalla tentazione, più o meno consapevole, di cercare nei fenomeni osservati quanto avevano già deciso di trovare. In questo modo, naturalmente, lo studio dei fatti finisce con il risolversi nella ricerca di conferme alle proprie opinioni, come dire alle proprie ideologie.

È quanto è accaduto all'arte popolare. Fin dal momento in cui l'irrigidirsi della divisione in classi della società ha prodotto, sia pure non in termini di replica automatica, un'analoga articolazione della cultura, accanto a un'arte colta si è generata un'arte popolare. Non così per i critici. Condizionati da un concetto elitario di cultura e di arte, per essi l'arte popolare, per secoli, non è esistita. Neppure nel momento della piena affermazione del Romanticismo, quando, per estensione del mito illuminista del "buon selvaggio", si scopre e si mistifica la poesia popolare, gli studiosi dedicano una qualche attenzione ai prodotti artistici del popolo. Non è certo un caso che, per la cultura europea, l'arte popolare cessa di non esserci quando i teorici del movimento preraffaellita, per loro ragioni, ne fanno un fenomeno alla moda. Ancora una volta quindi le cose ci sono quando si vuole che ci siano. Non è pertanto strano che appena da qualche decennio si sia sviluppato l'interesse scientifico per gli ex-voto, anche se, a non voler considerare certe pitture preistoriche e dell'antico Egitto, di picta tabella erano ricoperte le pareti dei santuari delle civiltà classiche. Né si può rimproverare alla letteratura sull'argomento, data la sua giovane età, l'assenza di sistematicità e soprattutto di chiarezza metodologica. D'altra parte basti riflettere su quanti e quali equivoci si porta dietro il concetto di arte popolare per intendere le difficoltà cui va incontro chi voglia studiare un fenomeno, anche artistico, quale l'ex-voto.

Antonino Buttitta, nato a Bagheria il 27 maggio 1933, è titolare della cattedra di Antropologia culturale e preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Palermo. È presidente della Associazione italiana di studi semiotici.

Ha tra l'altro pubblicato: Cultura figurativa popolare in Sicilia; Ideologia e folklore; La pittura su vetro in Sicilia; Semiotica e antropologia. Ha collaborato alla Enciclopedia Universale dell'Arte. Ha fondato «Uomo e cultura. Rivista di studi antropologici». Dirige «Humana. Quaderni dell'Istituto di scienze antropologiche e geografiche dell'Università di Palermo».

Dettagli del prodotto

Editore
Sellerio
Autore
Buttitta Antonino
ISBN
978887681000

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