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Villae Libri XII


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Tomo I, libri 1-4, edizione diretta da Francesco Tateo, a cura di Luigia Laserra e Gianni Antonio Palumbo.
pp. L-382, Napoli
data stampa: 2010
codice isbn: 978884951602

Giovan Battista della Porta (Napoli 1535_1615) ha sperimentato fenomeni e costruito ipotesi interpretative della realtà umana e naturale, ha indagato su ragioni e significati di coincidenze fisiche, astronomiche e astrologiche nell’ambito di una visione ermetico_magica dell’universo. Scrittore prolifico, si è cimentato in trattazioni di ambiziosa prospettiva ed ha riversato il suo empito di geniale sperimentatore anche nell’attività letteraria, componendo commedie di strenuo vigore teatrale e aprendo la strada verso forme di teatro moderno. Accompagnato nell’opinione popolare dalla fama di mago, ma noto negli ambienti scientifici di tutta l’Europa per le sue sperimentazioni e per la molteplicità degli interessi, fu in rapporto epistolare e personale con gli studiosi più famosi del suo tempo. Inventò la camera oscura e lavorò intorno a molti congegni. Cercò a lungo la pietra filosofale, contestò al Galilei il primato dell’invenzione del cannocchiale. Nell’Accademia dei Lincei, chiamato da Federico Cesi a farne parte, ebbe posto di primo piano. Viaggiò molto, ma soprattutto via ggiavano i suoi libri, ricercati ovunque e tradotti in molte lingue, presenti tuttora, in uno sterminato numero di edizioni, in tutte le biblioteche del mondo. L’Edizione nazionale delle sue opere è stata impostata come contributo critico alla conoscenza dell’attività scientifica e letteraria di un tempo reso inquieto dalla crisi delle certezze della cultura rinascimentale.

Nei dodici libri della Villa di Giovan Battista della Porta confluisce, in forma cnciclopedica, la rivisitazione dei classici dell’agricoltura e la ricerca botanica che gli umanisti condussero fra Quattro e Cinquecento con criteri filologici e talora sperimentali. Il numero notevole delle opere consultate e l’articolazione del discorso divulgativo, le numerose classificazioni e le informazioni riguardanti l’economia della vita rurale non fanno dimenticare allo scrittore la sua utilità sul piano medicinale e in genere del benessere e ricordano al lettore moderno i classici trattatisti della villa’, oltre alla curiosità per la differenza delle specie, per il problema della loro filologica, tradizionale e talora volgare, denominazione. Ma, soprattutto, il punto sulle conoscenze in materia di agricoltura con l’attenzione rivolta alla catalogazione e all’ordinamento, accanto al gusto per l’aspetto piacevole del mondo vegetale, anticipa il futuro obiettivo accademico degli orti botanici, oltre a proseguire il disegno rinascimentale di collegare la natura all’opera attiva e contemplativa dell’uomo divenuto centro del mondo. Il primo torno, comprendente in quattro libri le informazioni circa la dimora di campagna, i due tipi di macchia e la coltivazione, inizia una sorta di visita della Villa ideale, che sarà completata nei due torni successivi con i libri sul frutteto, l’oliveto, la vigna, gli arbusti, i due tipi di giardino, i seminati e la prateria.

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