Dall'Introduzione:
Non è stato facile affrontare la materia oggetto di questo libro, volendolo fare senza cadere nei molti non-disinteressati stereotipi disseminati e radicati dai cosiddetti «orientalisti» (studiosi per lo più legati ai centri di potere dei vari paesi imperialistici), bersaglio della famosa (e insuperata) disamina critica del palestinese cristiano Edward W. Said. Il problema stava quindi nel non cadere nella trappola di considerare il mondo islamico come se si trattasse della concretizzazione di una statica idea platonica; dimenticando cioè che tutte le identità umane sono contingenti (a prescindere dalla durata delle singole fasi), ovvero impermanenti per il fatto stesso d'essere frutto di processi storici. Si tratta di identità che si formano e si sviluppano per poi decadere ed essere sostituite o alterate. Da questa consapevolezza nasceva anche l'esigenza di rappresentare e di farlo criticamente, evitando le generalizzazioni così in voga nelle divulgazioni di stampo giornalistico.
Innanzitutto, parlare di Islam in modo generico e onnicomprensivo ha senso solo se ci si riferisce alle credenze religiose comuni a tutti i Musulmani e alle istituzioni eventualmente da esse derivate. Oltre questa sfera, il più delle volte si tratta di un'arbitraria estensione che non tiene conto dell'eterogeneità di etnie, sensibilità religiose, culture, storie politiche e sociali, di cui sono state (e sono) portatrici e frutto le società islamiche attuali. Per non trascurare poi le varie differenziazioni e disomogeneità esistenti in ciascuna delle società in questione. Di modo che assimilare il Marocco all'Afghanistan, o lo Yemen alla Siria, equivale a fare di tutt'erbe un fascio; utile forse a fini propagandistici, ma inadatto alla comprensione e propizio alla deformazione. Per giunta, oltre alle varianti locali e infralocali (ceto e ubicazione urbana o rurale), si deve tener conto dell'esistenza di differenze di rilievo anche nella teologia, a cominciare dalla divaricazione fra Sunniti e Sciiti; differenze che spesso non vengono adeguatamente rimarcate. Lo stesso dicasi quando si trascura la noncoincidenza delle ripercussioni di uno stesso evento tra l'Islam non-arabo e quello arabo.
Solo un esempio: la famosa fatwa di Khomeini contro Salman Rushdie per il romanzo I versetti satanici. Ebbene, aver definito la condanna khomeinista una fatwa è un'estemporanea iniziativa dei media occidentali, frutto di ignoranza crassa. Ma a parte i corretti profili giuridici, va notato che le furibonde (e immotivate) manifestazioni popolari contro Rushdie e in appoggio a Khomeini si sono svolte essenzialmente in Iran, Pakistan, India, Sudafrica, Londra, Bruxelles e Turchia, più che nei paesi arabi. Era chiaro trattarsi dell'iniziativa arbitraria di un megalomane sanguinario che si atteggiava a papa dell'Islam e magari aveva finito con il credersi tale.
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Dall'Introduzione:
Non è stato facile affrontare la materia oggetto di questo libro, volendolo fare senza cadere nei molti non-disinteressati stereotipi disseminati e radicati dai cosiddetti «orientalisti» (studiosi per lo più legati ai centri di potere dei vari paesi imperialistici), bersaglio della famosa (e insuperata) disamina critica del palestinese cristiano Edward W. Said. Il problema stava quindi nel non cadere nella trappola di considerare il mondo islamico come se si trattasse della concretizzazione di una statica idea platonica; dimenticando cioè che tutte le identità umane sono contingenti (a prescindere dalla durata delle singole fasi), ovvero impermanenti per il fatto stesso d'essere frutto di processi storici. Si tratta di identità che si forma
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Massari Editore
- Autore
- Zarcone Pier Francesco
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 978884570266