Gli oggetti che si espongono nella grande Sala da Ballo del Palazzo di Capodimonte non offrono certo un panorama completo dell'Arte Musulmana, ma ne illustrano, ed anche parzialmente, solo alcuni episodi; ad altri alludono soltanto. Potrà quindi sembrare strano che non ci si sia preoccupati di colmare, almeno in parte, le numerosissime lacune; non era però scopo di questa mostra dare un panorama completo dell'arte musulmana.
La dimensione di questa manifestazione è quella infatti di una inchiesta: una sorta di verifica campionaria della consistenza di certo nostro patrimonio artistico della cui esistenza è più o meno al corrente solo qualche specialista. Eppure numericamente il materiale è tutt' altro che trascurabile. A parte le monete si tratta di oltre 300 oggetti esposti, e molti altri non vi hanno potuto prendere posto. Essi provengono esclusivamente dalle raccolte statali cittadine, senza attingere agli altri musei della Campania. Il numero potrà meravigliare, ma il sondaggio potrebbe essere ripetuto con risultati anche più sorprendenti in molte altre città d'Italia come Palermo, Roma, Firenze, Bologna, Venezia, Milano, Modena, Torino. Numerosissimi centri minori ci possono rivelare dei veri e propri tesori; basti ricordare, a pochi chilometri da Napoli, la splendida serie dei cristalli di rocca del Duomo di Capua, opere egiziane di epoca fatimide (XI sec.).
Tale ricchezza, nel nostro Paese, di opere d'arte dell'Islam è cosa abbastanza ovvia se si pensa che l'Italia ha avuto per secoli rapporti e scambi intensissimi con il mondo musulmano. Anzi la Sicilia ne fece parte per oltre due secoli dando luogo ad una originalissima cultura artistica i cui aspetti ci sono noti soprattutto attraverso i riflessi dell'età dei Normanni sotto i quali, nello spirito di illuminata tolleranza che presiedette alla loro signoria, venne realizzato un geniale connubio fra la civiltà arabo-sicula e quella greco-latina-cristiana. Note a tutti sono le squisite realizzazioni degli architetti arabo-normanni prima, e svevi poi, in Sicilia, l'arte dei quali con i suoi modelli e le sue soluzioni stilistiche ebbe ampia fortuna nell'Italia Meridionale. Il favore per le loro invenzioni architettoniche e decorative ci è testimoniato anche non lontano da qui, nei molto notiseppur mal conosciuti, complessi monumentali di Amalfi, Ravello e Caserta Vecchia.
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Gli oggetti che si espongono nella grande Sala da Ballo del Palazzo di Capodimonte non offrono certo un panorama completo dell'Arte Musulmana, ma ne illustrano, ed anche parzialmente, solo alcuni episodi; ad altri alludono soltanto. Potrà quindi sembrare strano che non ci si sia preoccupati di colmare, almeno in parte, le numerosissime lacune; non era però scopo di questa mostra dare un panorama completo dell'arte musulmana.
La dimensione di questa manifestazione è quella infatti di una inchiesta: una sorta di verifica campionaria della consistenza di certo nostro patrimonio artistico della cui esistenza è più o meno al corrente solo qualche specialista. Eppure numericamente il materiale è tutt' altro che trascurabile. A parte le monete si tratta di oltre 30
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- Editore
- Istituto Universitario Orientale
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- ISBN
- 596951