Personaggio straordinario e affascinante, l'antropologa ed etnologa Margaret Mead è una delle non molte donne che sono riuscite ad imporsi, con un'intelligenza vivacissima e un lavoro intenso e metodologicamente rigoroso e innovatore, in un mondo scientifico tradizionalmente dominato dagli uomini. La sua attività frenetica di studiosa della vita socioculturale dei popoli primitivi - da lei intesa come una finestra aperta sulla natura umana, come uno specchio nel quale la società moderna e le nostre culture possono guardarsi e riflettere criticamente su se stesse -, la condusse inevitabilmente ad assumere delle posizioni di forte impegno civile, spesso controcorrente e rivoluzionarie. Sono famosi i suoi contestatissimi studi su sesso e cultura, ma anche quelli su cultura, educazione e personalità, vita della famiglia, mutamenti socioculturali, salute mentale ecologia, carattere nazionale e relazioni transnazionali, e sono altrettanto importanti i suoi costanti interventi nella vita americana su una molteplicità di argomenti (sesso, fame nel mondo e controllo della popolazione, inquinamento atmosferico, famiglia e condizione della donna, droga, alcolismo, pianificazione urbana, arte primitiva, libertà civili). Nelle Lettere dal campo, che la Mead scrisse in un ampio arco di tempo (dal 1925 al 1975) ai suoi familiari e agli amici, ritroviamo appunto, in tutta la sua complessità e ricchezza di sfumature, la scienziata pionieristica e innovatrice, che, nel lavoro sul campo, si immerge completamente nella vita dei popoli Samoani e Arapesh, Ciambuli e Balinesi, cercando di comprenderne l'autentica realtà e sospendendo nella ricerca i pregiudizi che ci sono stati trasmessi dalla nostra cultura. Ma ritroviamo anche la donna: non solo l'osservatrice rigorosa, sempre armata di macchina fotografica, registratore e quaderni di appunti, ma anche, nelle lettere iniziali, la giovane donna allieva di Franz Boas, che parte entusiasta per il suo primo lavoro sul campo a Samoa, poi la donna già matura e affermata 'a livello internazionale con i suoi studi, libri, film e interventi provata dai rischi e dalle soddisfazioni del lavoro di ricerca, dall'impegno civile e dalle vicende della vitaUn'autobiografia «informale» di Margaret Mead, il ritratto vivace, spesso poetico e divertente, di una straordinaria donna del nostro tempo.
Margaret Mead è nata a Filadelfia nel 1901, ed è morta nel 1978. È stata direttrice della sezione di etnologia dell'American Museum of Natural History di New York; ha insegnato antropologia alla Columbia University, ed è stata visiting professor di antropologia (dipartimento di psichiatria) al Medical College dell'Università di Cincinnati A 72 anni fu eletta presidente della American Association for the Advancement of Sciences Nel 1975, per celebrare l'anno internazionale della donna, la FAO ha coniato una medaglia che porta la sua effigie. Fra le sue opere fondamentali ricordiamo: Adolescenza in Samoa (1926), Crescita di una comunità primitiva (1930), Sesso e temperamento (1935), Maschio e femmina (1949). In edizione Mondadori: L'inverno delle more (1977).
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Personaggio straordinario e affascinante, l'antropologa ed etnologa Margaret Mead è una delle non molte donne che sono riuscite ad imporsi, con un'intelligenza vivacissima e un lavoro intenso e metodologicamente rigoroso e innovatore, in un mondo scientifico tradizionalmente dominato dagli uomini. La sua attività frenetica di studiosa della vita socioculturale dei popoli primitivi - da lei intesa come una finestra aperta sulla natura umana, come uno specchio nel quale la società moderna e le nostre culture possono guardarsi e riflettere criticamente su se stesse -, la condusse inevitabilmente ad assumere delle posizioni di forte impegno civile, spesso controcorrente e rivoluzionarie. Sono famosi i suoi contestatissimi studi su sesso e cultura, ma anche que
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Arnoldo Mondadori Editore
- Autore
- Mead Margaret
- ISBN
- 900000003788