Dall'introduzione di Mario Trevi:
"Chiunque si accinga a studiare i problemi del simbolismo si imbatte innanzitutto nella difficoltà costituita dalla polisemia del vocabolo «simbolo»: la medesima parola copre una straordinaria varietà di significati. Noi usiamo lo stesso vocabolo per indicare gli elementi di un algoritmo e una delle più complesse e inesplorate funzioni della psiche; l'oggetto materiale che si sostituisce, per convenzione a un'idea astratta e la professione di fede di una grande religione; il segno grafico che per pura comodità rimpiazza una rappresentazione troppo complessa e una dimensione fondamentale del segno linguistico.
Noi chiamiamo «simbolo» il cerchietto bianco o nero che nei nostri calendari sta a indicare le lunazioni e chiamiamo «simbolo» l'immagine fiammeggiante che emerge dal fondo oscuro della poesia di Blake; chiamiamo «simbolo» la . tenue trama lineare di una formula di struttura e chiamiamo « simbolo » la scala angelica del sogno di Giacobbe, il sorriso eludente e vertiginoso di una statua Gupta, la vitalità teriomorfica di un «Canto» di Lautreamont e la prospettiva illusoria e perfetta di un quadro del '400.
Non basta: noi diciamo simbolico il colore di un espressionista, il contenuto di un delirio schizofrenico, il messaggio di risposta di un computer e la retorica gremita di inutili vessilli di un capo di stato.
Di fronte a tale polisemia il primo impulso che avvertiamo è quello di ricercare il significato - parziale e comune - di tutte queste accezioni. L'impresa non è difficile a patto che ci accontentiamo di un piccolo denominatore comune, modesto e significativo nello stesso tempo: il simbolo è la dimensione che qualsiasi oggetto (artificiale o naturale) acquista nel momento in cui può evocare una realtà non inerente.[...]"
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Dall'introduzione di Mario Trevi:
"Chiunque si accinga a studiare i problemi del simbolismo si imbatte innanzitutto nella difficoltà costituita dalla polisemia del vocabolo «simbolo»: la medesima parola copre una straordinaria varietà di significati. Noi usiamo lo stesso vocabolo per indicare gli elementi di un algoritmo e una delle più complesse e inesplorate funzioni della psiche; l'oggetto materiale che si sostituisce, per convenzione a un'idea astratta e la professione di fede di una grande religione; il segno grafico che per pura comodità rimpiazza una rappresentazione troppo complessa e una dimensione fondamentale del segno linguistico.
Noi chiamiamo «simbolo» il cerchietto bianco o nero che nei nostri calenda
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Marsilio
- Autore
- Moreno Mario
- ISBN
- 900000001434