La città di Roma antica, fondamentale riferimento della cultura occidentale, studiata dal Rinascimento da generazioni di eruditi, resta ancora da scoprire. Nonostante il fatto che da alcuni decenni gli scavi archeologici si siano moltiplicati, il grande pubblico non ha accesso ai risultati, spesso spettacolari, emersi dai lavori più recenti. In che modo un sito, inizialmente occupato da semplici capanne, è riuscito a diventare una città-mondo?
Dai più lontani inizi di questa straordinaria avventura umana fino al regno di Augusto, che ne segnò la maturità, l’intera vita della città che i Romani chiamavano Urbs è qui ricostruita in modo preciso e avvincente. Attraverso un racconto concepito come vera e propria biografia di una città, che fu al centro della prima mondializzazione della storia, Alexandre Grandazzi ci offre qui una descrizione totale, destinata a fare epoca, attraverso il dialogo svolto per quasi un millennio dagli abitanti della città e dai suoi dirigenti.
Secolo dopo secolo, vittoria dopo vittoria, i Romani hanno iscritto la vicenda delle loro conquiste nello spazio della loro città, divenuta così il memoriale di pietra nel quale potevano leggere la loro storia e celebrare un’identità collettiva in grado di coniugare allo stesso tempo conquista e integrazione.
È questo il messaggio che il volume, presentato in una nuova edizione aggiornata alle scoperte più recenti e frutto delle risorse che oggi offre la scienza, si impegna a trasmettere: una storia in cui gli avvenimenti si traducono in monumenti e i monumenti sono altrettanti avvenimenti.