«Vi è accordo sul fatto che Romolo fu abile e intrepido in guerra e molto sapiente nell' elaborare la costituzione migliore»: così il greco Dionisio di Alicarnasso apre la sua discussione sugli ordinamenti primigeni di Roma. Egli riconosce i due caratteri distintivi della città: la forza nelle armi e la saggezza costituzionale. Il romano Cicerone concorda, sostenendo che l'ispirazione divina ha guidato la mano di chi ha organizzato le istituzioni romane.
Anche la costituzione, dunque, fa parte della leggenda di Roma: di quella affascinante narrazione che attorno alle sue origini hanno creato i popoli che hanno costruito, subito, accettato e disprezzato la città. Il terzo volume della fortunata Leggenda di Roma presenta tutti i testi relativi a quella «Costituzione di Romolo» che sin dagli inizi ne ha fatto, secondo gli storici antichi, la fortuna: le tribù e le curie, la divisione del territorio, la costruzione del formidabile esercito, le istituzioni: re, sacerdoti, diritto. Il segreto del successo che per mille anni caratterizza le sorti di Roma sembra risiedere in una singolare contemperanza di elementi opposti. Romolo si circonda di una schiera di trecento giovani armati, i «Celeri», ma divide la terra in trenta parti uguali e ne assegna una per ogni curia, dopo averne destinato una parte sufficiente a templi e santuari e riservato un'altra a uso pubblico. Un'organizzazione che implica «massima uguaglianza per tutti». Ai cittadini liberi sono permesse due sole attività, la guerra e l'agricoltura, che da una parte soddisfano il ventre, ma frenano i desideri illeciti e l'ambizione a spese dei compatrioti dall' altra. Esse non sono però separate, come a Sparta: le stesse persone vivono una vita militare e allo stesso tempo agricola. Essenziale al successo, infine, il trattamento dei popoli sconfitti: Romolo introduce «il divieto di uccidere o rendere schiavi gli abitanti delle città conquistate, e di lasciare al pascolo le loro terre»; vi invia, anzi, «i coloni a prendere un pezzo di terra, rende colonie di Roma le città conquistate e ad alcune dà anche la cittadinanza». È il germe di quell' ethos che Virgilio celebrerà nell'Eneide: «tu ricorda, o romano, di dominare le genti: stabilire norme alla pace, risparmiare i sottomessi e debellare i superbi».
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La leggenda di Roma - Vol.3 - La costituzione
Arnoldo Mondadori Editore«Vi è accordo sul fatto che Romolo fu abile e intrepido in guerra e molto sapiente nell' elaborare la costituzione migliore»: così il greco Dionisio di Alicarnasso apre la sua discussione sugli ordinamenti primigeni di Roma. Egli riconosce i due caratteri distintivi della città: la forza nelle armi e la saggezza costituzionale. Il romano Cicerone concorda, sostenendo che l'ispirazione divina ha guidato la mano di chi ha organizzato le istituzioni romane.
Anche la costituzione, dunque, fa parte della leggenda di Roma: di quella affascinante narrazione che attorno alle sue origini hanno creato i popoli che hanno costruito, subito, accettato e disprezzato la città. Il terzo volume della fortunata Leggenda di Roma presen
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Arnoldo Mondadori Editore
- Autore
- Info testo
- Testo latino e greco a fronte
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 978880460423
- Condizione
- Usati