Solo un artista come D. H. Lawrence era riuscito finora a darci degli Etruschi un'immagine paragonabile, per vivezza, a quella che esce dal libro di Jacques Heurgon. Generalmente, si speculava sul «mistero» di quel popolo lontano, dalle origini ignote, dalla lingua indecifrabile. Heurgon dimostra qui come una conoscenza precisa, sagace e appassionata possa vincere in interesse ogni più decantato mistero. Per avvicinare gli Etruschi, egli ha impresso un moto, per così dire, oggettivo al loro mondo, sciogliendo la «soggezione estatica» tradizionalmente provocata perfino dal loro nome, quasi si trattasse di un popolo vissuto fuori dello spazio e del tempo. Simultaneamente ha compiuto verso di loro un moto soggettivo, identificandosi con fervore di scienziato ed emotività di poeta con un «romano delle Gallie» che, lontano dall'Etruria, la risusciti nella memoria innamorata e fedele, con l'aiuto di vecchi testi. Dissipate alcune delle più proverbiali incognite, egli fa riapparire gli Etruschi nella loro esistenza di tutti i giorni e nelle grandi ore della loro storia: magistrati e sacerdoti, grandi «industriali» minerari avanti lettera, le donne circondate da situazioni di privilegio nella terra e nell'aldilà (e fra di esse la leggendaria Tanaquilla, portento di acume politico), le città brulicanti di traffici terrestri e marittimi, i banchetti allietati da forme di «pecorino» del peso di parecchi quintali e dalla trippa cucinata alla falisca, i giochi, le meraviglie dell'ingegneria idraulica. In quel mondo storico, Heurgon ravvisa «la prima grande civiltà d'Italia», prodottasi in Toscana all'alba dell'antichità, come tornerà a prodursi, col Rinascimento, all'alba dei tempi moderni. L'impeccabile dottrina dell'archeologo unita al potere artistico di immedesimarsi con la materia narrata dànno al libro una forza, uno splendore evocativo che può far pensare a certi raggiungimenti classici di un Renan: che non è piccolo titolo di merito sia per la cultura che per la gratitudine dei lettori.
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Solo un artista come D. H. Lawrence era riuscito finora a darci degli Etruschi un'immagine paragonabile, per vivezza, a quella che esce dal libro di Jacques Heurgon. Generalmente, si speculava sul «mistero» di quel popolo lontano, dalle origini ignote, dalla lingua indecifrabile. Heurgon dimostra qui come una conoscenza precisa, sagace e appassionata possa vincere in interesse ogni più decantato mistero. Per avvicinare gli Etruschi, egli ha impresso un moto, per così dire, oggettivo al loro mondo, sciogliendo la «soggezione estatica» tradizionalmente provocata perfino dal loro nome, quasi si trattasse di un popolo vissuto fuori dello spazio e del tempo. Simultaneamente ha compiuto verso di loro un moto soggettivo, identificandosi con fervore di scienziato ed emotività d
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Il Saggiatore
- Autore
- Heurgon Jacques
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 900000005630