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Memorie di una gallina

Muḏakkirat daǧāǧah

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traduzione e introduzione di Patrizia Zanelli, prefazione di Ṭāhā Ḥusayn, premessa di Isḥāq Mūsà al-Ḥusaynī
pp. XXXIII-98, Roma
data stampa: 2021
codice isbn: 978889762294
Una saggia gallina, nata e cresciuta in campagna, viene portata in una casa di città contro la sua volontà. Il passaggio da una vita libera e semplice in mezzo alla natura a quella più sofisticata della realtà urbana è la prima di una serie di crisi che affronta, ma vive anche momenti gioiosi e divertenti. Mentre fa queste esperienze, matura i suoi principi etici, diventando sempre più convinta della necessità di diffondere gli ideali sublimi tra tutte le creature del mondo per eliminare ogni forma di violenza e oppressione.
Memorie di una gallina (Muḏakkirāt daǧāǧah) è un romanzo dello scrittore palestinese Isḥāq Mūsà al-Ḥusaynī. Quest’opera allegorica è stata interpretata in modi molto diversi. La protagonista racconta la sua storia senza menzionare luoghi, date, personalità o eventi storici precisi. Alcuni fatti che descrive richiamano quelli avvenuti nella prima metà del Novecento sia in Palestina sia a livello globale. L’empatia della narratrice del racconto è uno dei motivi del successo riscosso nel mondo arabo da questa favola moderna, scritta a Gerusalemme, nel 1940.
Isḥāq Mūsà al-Ḥusaynī (1904-1990) era uno scrittore, critico letterario, filologo, pedagogo, traduttore e accademico che, a partire dagli anni ’30, svolse un ruolo pioneristico nell’ambito della rinascita culturale della Palestina. Con la fondazione d’Israele nel 1948, fu costretto, come innumerevoli altri palestinesi, a lasciare la patria. Insegnò all’Università Americana a Beirut e al Cairo, e in altri atenei in Canada e negli Stati Uniti. Nel 1973, poté tornare a Gerusalemme. Oltre a opere letterarie, al-Ḥusaynī scrisse numerosi saggi. Pubblicò circa ventiquattro libri; il più famoso è Muḏakkirāt daǧāǧah (Memorie di una gallina, 1943). Negli anni Ottanta, l’autore fu dichiarato “decano della letteratura araba palestinese”; scrisse un’autobiografia e compose delle poesie, comparse singolarmente sul quotidiano  al-Quds di Gerusalemme e ripubblicate postume nella raccolta Ḫawāṭir al-‘umr (Pensieri di una vita, 1991).
Patrizia Zanelli insegna Lingua e Letteratura Araba all’Università Ca’ Foscari di Venezia. È membro dell’EURAMAL (European Association for Modern Arabic Literature). Ha scritto L’arabo colloquiale egiziano (Cafoscarina, 2016); ed è coautrice con Paolo Branca e Barbara De Poli di Il sorriso della mezzaluna: satira, ironia e umorismo nella cultura araba (Carocci, 2011). Oltre a Memorie di una gallina, ha tradotto diverse altre opere letterarie, tra cui il romanzo Warda (Ilisso, 2005) dello scrittore egiziano Sonallah Ibrahim e la raccolta poetica L’autunno, qui, è magico e immenso (Il Sirente, 2013) del poeta curdo-siriano Golan Haji.
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