Carrello
Šağarat al-bu's [L'albero della miseria] è stato pubblicato per la prima volta al Cairo nel 1944. Un paio di anni dopo, il romanzo era tradotto in francese dal celebre orientalista Gaston Wiet con il titolo L'arbre de la Misère e veniva pubblicato a puntate sul periodico egiziano francofono La revue du Caire. Obiettivo di Wiet, profondo conoscitore della realtà egiziana e coevo di Ṭāhā Ḥuseyn non era solo rendere giustizia all'aspetto estetico-letterario delle opere che traduceva, ma anche presentare a un pubblico europeo quegli elementi narrativi che avrebbero contribuito alla formazione di un sentire comune tra il popolo egiziano, i tratti della neonata identità nazionale, delineati dagli intellettuali e dai letterati della nahḍah, ognuno in accordo con i propri convincimenti. [...]
Nella breve nota che introduce il testo, la traduttrice sottolinea come nel romanzo l'autore non si limiti a raccontare una storia o a descrivere la vita della provincia egiziana in un determinato arco temporale, ma che il suo fine ultimo sia esplicitare la necessità di una riforma sociale, religiosa e intellettuale nel paese.
Nella breve nota che introduce il testo, la traduttrice sottolinea come nel romanzo l'autore non si limiti a raccontare una storia o a descrivere la vita della provincia egiziana in un determinato arco temporale, ma che il suo fine ultimo sia esplicitare la necessità di una riforma sociale, religiosa e intellettuale nel paese.