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I Giorni

al-Ayyām

Ipocan
€ 35,00
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Traduzione e introduzione di Umberto Rizzitano. Introduzione alla parte III di Antonino Pellitteri. Avvertenza di Claudio Lo Jacono, posfazione di Monica Ruocco
pp. 460
data stampa: 2019
codice isbn: 978889762251
AVVERTENZA


Il capolavoro I Giorni (al-Ayyam) di Taha Huseyn - di seguito Taha Husein, come volle semplificare il suo primo traduttore - viene qui riproposto in veste completa dall'Istituto per l'Oriente C. A. Nallino, che recupera così le due prime parti dell'opera, uscite 55 anni fa per merito di questo stesso Istituto, completandole con la terza e ultima parte, uscita come Memorie (Mudhakkirat), e stampata 30 anni più tardi nei Quaderni del corso «al-Imàm al-Màzari» di Mazara del Vallo, grazie al lodevole impegno di Gianni di Stefano, allora Preside del locale Liceo «Gian Giacomo Adria».

La traduzione è quella assicurata dalla competenza del Prof. Umberto Rizzitano, nostro pionieristico esperto della letteratura dell'Egitto del XX secolo e caposcuola d'un drappello di giovani studiosi che, ricalcando alcune delle sue tante orme, si sono occupati d'un Paese cui va stretta la definizione di "arabo", "musulmano" o "copto", "mediterraneo", "maghrebino" o del "Mashreq".

Sua è pure l'Introduzione alle prime due parti degli Ayyam, seguita da quella, più agile, alla terza e ultima parte, vergata unitamente alle note dal suo giovane allievo ed erede alla cattedra palermitana, il Prof. Antonino Pellitteri.

Conclude degnamente l'opera italiana un'aggiornata Postfazione di Monica Ruocco, cattedratica arabista nell'Università di Napoli "L'Orientale".

M'è tuttavia sembrato opportuno, a distanza d'un così ampio lasso di tempo, apportare sporadici cambiamenti all'originale, al fine di eliminare alcuni inevitabili refusi, un paio d'inspiegabili omissioni nella numerazione dei capitoli II e IX, della Parte II, certe forme lessicali ormai cadute in disuso, e attuare appieno quanto Rizzitano aveva disposto per la traslitterazione semplificata dei termini onomastici e toponomastici arabi egiziani, segnalando con un accento tonico i soli casi in cui esso non cada sulla penultima sillaba.

Marcate dalla sigla [NdE] ("Nota dell'Editore"), sono state infine aggiunte da me alcune noterelle supplementari tra parentesi quadre, nel medesimo intento di agevolare il lettore non specialista.

Sono certo che ciò avrebbe ottenuto il consenso dello studioso siciliano, che dell'Istituto fu più volte Consigliere d'Amministrazione e, infine, Presidente nel biennio 1979-1980, prima della brusca interruzione provocata dalla sua scomparsa.

Il presente impegno editoriale riesce così a rendere omaggio tanto a Taha Huseyn - affezionato allievo di Carlo Alfonso Nallino nella neo-istituita Università Egiziana fin dal 5 dicembre del 1909 - quanto al nostro rimpianto arabista, nato e cresciuto in quell'Egitto che sempre gli restò caro e che di Taha Huseyn frequentò con passione i corsi nella Facoltà di Lettere dell'Università del Cairo (erede dell'Università Egiziana), intessendo con lui un cordiale rapporto personale destinato a perdurare nel tempo.


Claudio Lo Jacono
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