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Il Kimono Giapponese Anima di un Popolo

Il Kimono Giapponese Anima di un Popolo

Ist. Italiano per il Medio ed Estremo Oriente
Esaurito
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Dalla prefazione di Giacinto Auriti:
"Questa Mostra di «chimono», è senza dubbio la più notevole, per quantità e qualità di esemplari, tra le poche tenutesi finora in Italia, che tuttavia erano ristrette per il numero e l'importanza di essi. Ne accresce il valore, oltre alla eccezionale presenza di parecchi frammenti di antichi tessuti del grande Museo Imperiale Sciôsôin inviati direttamente dal Giappone per essere esposti in Italia, anche quella di un vestito da cerimonia portato da Sua Altezza Imperiale il Principe Takamatsu, Alto Protettore della Società Itaio-Giapponese in Tôchiô, e dell'abito nuziale di Sua Altezza Imperiale la Principessa Takamatsu, Sua graziosa Consorte, la quale ha voluto apparisse anche un Suo complesso di riproduzioni rappresentanti i

Descrizione

Dalla prefazione di Giacinto Auriti:
"Questa Mostra di «chimono», è senza dubbio la più notevole, per quantità e qualità di esemplari, tra le poche tenutesi finora in Italia, che tuttavia erano ristrette per il numero e l'importanza di essi. Ne accresce il valore, oltre alla eccezionale presenza di parecchi frammenti di antichi tessuti del grande Museo Imperiale Sciôsôin inviati direttamente dal Giappone per essere esposti in Italia, anche quella di un vestito da cerimonia portato da Sua Altezza Imperiale il Principe Takamatsu, Alto Protettore della Società Itaio-Giapponese in Tôchiô, e dell'abito nuziale di Sua Altezza Imperiale la Principessa Takamatsu, Sua graziosa Consorte, la quale ha voluto apparisse anche un Suo complesso di riproduzioni rappresentanti in miniatura l'abbigliamento e la vita della Corte Imperiale nel periodo Heian.
L'Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente sente pertanto il dovere di esprimere i sensi del suo grato animo alle Loro Altezze Imperiali, al Governo Giapponese, agli enti e alle persone che in Giappone si sono adoperate per l'apprestamento della Mostra, e all'Ambasciata del Giappone in Roma che, come sempre, si è tanto data da fare per la buona riuscita della Mostra stessa. A tali ringraziamenti occorre aggiungere quelli per le Autorità italiane che, con spirito di cordiale collaborazione, hanno prestato la loro fervida opera per l'ordinamento e la presentazione della Mostra e particolarmente per la Direzione Generale delle Belle Arti, che ha liberalmente provveduto affinché questa potesse aver luogo in due sedi dell'importanza del Palazzo Reale in Genova e di Palazzo Venezia in Roma.
Tutte le manifestazioni dell'antica cultura nipponica si ispirano, sia pure in misura diversa, alla cultura della Cina, e ciò vale anche per i «chimono», parola collettiva che comprende gli abiti per entrambi i sessi. Occorre però qui intendersi, e fare due considerazioni. La prima è che i vestiti cinesi i quali servirono di modello ai giapponesi non furono quelli dell'ultimo periodo della storia dell'Impero cinese, cioè dell'ultima sua dinastia, la mancese (1644-1911), che dall'altissimo colletto fino ai piedi aderivano così strettamente al corpo da sembrare quasi una guaina, bensì quelli del periodo Tang (613-907), che non seguivano affatto le forme della persona, ma la coprivano con discrezione, svolgendosi in ampie modulazioni di abbondanti pieghe. II periodo Tang fu il più splendido nella storia della cultura cinese, e appunto a esso si ispirò il periodo giapponese Heian (794-1186), specie nella sua seconda parte denominata Fugi-uara (897-1186).[…]"

Dettagli del prodotto

Editore
Ist. Italiano per il Medio ed Estremo Oriente
Autore
ISBN
978886323181

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