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La Strage della Notte di San Bartolomeo

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De Vecchi
Libro d'occasione, recante eventuali tracce d'uso
€ 16,00
pp. 296, Milano
data stampa: 1973
codice isbn: 900000001458

Il XVI e il XVII secolo furono l'epoca delle grandi guerre di religione che contrapposero violentemente in tutta l'Europa i riformatori protestanti ai cattolici.

In realtà le cause che scatenarono queste guerre furono sociali, economiche, politiche, e la religione servì da mascheratura ideologica per aizzare gli eserciti a massacrarsi.
Le guerre di religione, lungi dall'essere confinate nei secoli della Riforma e della Controriforma, si presentano costantemente nel corso della storia umana specialmente nel mondo cristiano e in quello islamico; basti pensare alla "guerra santa" predicata da Maometto, alle crociate, e, per restare ai nostri giorni, allo scontro tra cattolici e protestanti in Irlanda.
In questo paese i protestanti rappresentano quello strato di media e alta borghesia che è legato strettamente all'Inghilterra e detiene il potere economico e politico locale; i cattolici invece sono di preferenza operai e piccola borghesia. A questi ultimi il legame di dipendenza dall'Inghilterra non comporta alcun vantaggio, e quindi rivendicano l'autonomia e la riunificazione con l'Irlanda cattolica. Da questo scontro di interessi scoppia appunto il conflitto, dapprima a livello politico e poi anche sotto forma di guerriglia urbana.

In Francia le guerre di religione scoppiarono verso la metà del secolo XVI e videro schierati da una parte la corona, le alte gerarchie ecclesiastiche, le potenti famiglie nobili i cui interessi coincidevano con la corona e con la Chiesa; dall'altra la borghesia nascente, ampi strati di nobiltà in aperta rivalità con le famiglie più potenti, alle quali tentavano di strappare l'assoluta egemonia nelle cariche dello stato,- il ramo reale dei Borbone Navarra, che ambiva alla corona e sperava di riuscirci appoggiandosi alle schiere degli ugonotti.

Due furono essenzialmente i fattori determinanti la guerra: quello economico-sociale, che spingeva la nuova classe a liberarsi dell'anacronistico giogo del feudalesimo che la intralciava dal suo bisogno vitale di commercio e di produzione; quello politico, che metteva in discussione il potere di determinati strati di nobiltà e quindi della Chiesa cattolica che con tale nobiltà si identificava.
I motivi religiosi erano dunque solo un aspetto accidentale di tutta la faccenda; prova ne fu che Enrico di Navarra quando riuscì a sconfiggere il suo rivale Guisa e a rimanere il solo pretendente al trono di Francia, per non fare la fatica di espugnare Parigi, la cattolicissima Parigi che aveva giurato di non lasciarlo entrare, ripudiò la religione calvinista e ritornò cattolico. «Parigi val bene una messa» si narra che esclamasse in quella circostanza.

La strage di San Bartolomeo, freddamente perpetrata alla corte e in tutta la città di Parigi la notte del 24 agosto 1572, segnò il momento più drammatico dello scontro tra i Guisa e i Navarra. Gli ugonotti vennero massacrati in massa e per un momento parve che il trionfo dei cattolici non potesse essere più pieno. In realtà, proprio perché i problemi che avevano generato la guerra erano ben radicati nell'intera società francese, la strage non segnò la fine del conflitto. Chi uscì completamente distrutta dal massacro fu proprio la corona, e in particolare la politica di Caterina de' Medici che per tanto tempo si era illusa di salvare il potere della famiglia reale barcamenandosi tra le due fazioni.

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