La Dottrina dei Teologi

Ragione e dialettica nei secoli XI-XII

Cuecm
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presentazione di Giulio D'Onofrio
pp. 360, Catania
data stampa: 2008
codice isbn: 978888667379

Tra la metà dell'XI secolo e i primi decenni del XII si attua, negli ambienti culturali della Francia centro-settentrionale, un rafforzamento dell'idea di uniformità della natura, che, proprio in quanto è ritenuta retta da norme stabili e razionali, è pensata come largamente autonoma dal suo principio. Inoltre si fa strada l'affermazione, contrastata ma sempre più condivisa, dell'equivalenza del "dominio" della ratio e dell'oggetto della dialectica, che quindi è percepita come organo, oltre che della filosofia nel suo complesso, della teologia razionale, che della filosofia è riconosciuta parte integrante. Tali processi sono il «frutto della maturazione e del consolidamento di un'idea di ragione intesa come privilegiato medium inferenziale ed epistemico, e, in qualche modo, come condizione per il recupero, il riuso e l'integrazione del sapere filosofico». Nella direzione segnata da questi temi, sono qui presi in esame testi di autori tra i più rappresentativi dei novantanni racchiusi tra la ripresa della controversia eucaristica, suscitata da Berengario di Tours, e il concilio di Sens del 1140, nel corso del quale è condannata, per la seconda volta in vent'anni, la teologia trinitaria di Pietro Abelardo. In particolare sono discusse opere, oltre che del Turonese e del Palatino, di Lanfranco di Pavia, Pier Damiani, Anselmo d'Aosta, Gaunilone di Marmoutier, Ildeberto di Lavardin, Bruno di Segni, Ruperto di Deutz e Ugo di S. Vittore.

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