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La Rivoluzione Culturale Vista da un Sovietico

La Rivoluzione Culturale Vista da un Sovietico

Rusconi
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Nel febbraio del 1966 un giovane studioso russo arriva a Pechino, dove ha ottenuto il permesso di frequentare l'università locale per perfezionare la sua conoscenza dell'antica cultura cinese. Qualche mese dopo scoppia la «rivoluzione culturale» a cui egli assiste da un osservatorio privilegiato, all'interno di un collegio universitario. La violenza, la stupidità declamatoria delle assemblee e il disprezzo per la cultura divengono in breve tempo una consuetudine a cui nessun cinese può sottrarsi se non vuol essere perseguitato. Opere artistiche e documenti del passato vengono distrutti, le università sono trasformate in scuole di partito e in assemblee permanenti durante le quali i professori sono derisi e picchiati selvaggiamente; gli omicidi politici si moltiplicano in

Descrizione

Nel febbraio del 1966 un giovane studioso russo arriva a Pechino, dove ha ottenuto il permesso di frequentare l'università locale per perfezionare la sua conoscenza dell'antica cultura cinese. Qualche mese dopo scoppia la «rivoluzione culturale» a cui egli assiste da un osservatorio privilegiato, all'interno di un collegio universitario. La violenza, la stupidità declamatoria delle assemblee e il disprezzo per la cultura divengono in breve tempo una consuetudine a cui nessun cinese può sottrarsi se non vuol essere perseguitato. Opere artistiche e documenti del passato vengono distrutti, le università sono trasformate in scuole di partito e in assemblee permanenti durante le quali i professori sono derisi e picchiati selvaggiamente; gli omicidi politici si moltiplicano in un'atmosfera sinistra. Le accuse delle guardie rosse sono sempre le stesse: «borghese», «servo dei padroni»; ma fra tutte troneggia, più frequente e temuta, proprio perché non significa nulla, l'accusa di essere «nero» (da noi si dice «fascista»). Quando l'atmosfera diventa troppo rovente, 2elochovtsev è costretto a ritornare in patria dove due anni dopo, nel 1968, pubblica su «Novyj Mir» questa cronaca appassionante dei primi mesi della «rivoluzione culturale» che è un documento unico perché, oltre a narrare la storia «quotidiana» di quel periodo, ci rivela la reazione di un comunista sovietico di fronte alla repressione della libertà in Cina, che assomiglia paradossalmente a quella di un visitatore occidentale nella Russia di oggi.

Dettagli del prodotto

Editore
Rusconi
Autore
Želochovtsev A.
ISBN
900000005231

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