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Momenti del Marmo

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L'Accademia di Belle Arti di Carrara nacque duecento anni fa, per mano di una donna e per suggerimento di un artista carrarese.

Fu lo scultore Giovanni Domenico Olivieri che reduce da un lungo soggiorno di lavoro in Spagna presso quella corte propose a Maria Teresa, Duchessa di Massa, figlia di Alessandro Cybo e consorte di Ercole III, Duca di Modena, di fondare un'Accademia sul genere di quella che il Re spagnolo aveva creato a Madrid sotto il titolo di S. Ferdinando.

Ebbe così vita l'Accademia di Belle Arti di Carrara. La sua fondazione risale al 26 settentbre 1769; la prima riunione del Consiglio Accademico reca la data del 19-11-1769: l'inizio dei corsi di Scultura ed Architettura avvenne il primo marzo 1770.

Ad un'altra donna, El

Descrizione

L'Accademia di Belle Arti di Carrara nacque duecento anni fa, per mano di una donna e per suggerimento di un artista carrarese.

Fu lo scultore Giovanni Domenico Olivieri che reduce da un lungo soggiorno di lavoro in Spagna presso quella corte propose a Maria Teresa, Duchessa di Massa, figlia di Alessandro Cybo e consorte di Ercole III, Duca di Modena, di fondare un'Accademia sul genere di quella che il Re spagnolo aveva creato a Madrid sotto il titolo di S. Ferdinando.

Ebbe così vita l'Accademia di Belle Arti di Carrara. La sua fondazione risale al 26 settentbre 1769; la prima riunione del Consiglio Accademico reca la data del 19-11-1769: l'inizio dei corsi di Scultura ed Architettura avvenne il primo marzo 1770.

Ad un'altra donna, Elisa Buonaparte Baciocchi, Principessa di Massa e Carrara, l'istituzione fu debitrice di un nuovo, vitale impulso.

Lavorarono e insegnarono all'Accademia di Carrara Tenerani, Bartolini, Finelli e Canova e più di recente Dazzi, Greco, Mazzacurati e Signori.

Ma la vita e le passate fortune di questa istituzione sono dovute al fatto che essa sorse ai piedi delle cave di marmo bianco, la più regale materia per la scultura di tutti i tempi.

Il marmo bianco infatti ha rappresentato per molti secoli la principale materia per la raffigurazione plastica della realtà creando pertanto una cultura con i limiti e l'estensione proprii di questo mezzo di espressione, sin da quando, altepoca della scultura cicladica e poi greca, la grande statuaria conobbe col marmo il suo splendore.

La scoperta di altre materie adatte ad essere modellate fu causa ed effetto allo stesso tempo di rinnovamento culturale e di libertà espressiva, contenuta sino a quel momento entro i vincoli della particolare e nobilissima materia.

Assunse così un diverso ruolo, la scultura in marmo, ed accanto alla sua «cultura» nacquero e si svilupparono movimenti contrastanti con la regalità e la preziosità di questa materia che sembrava aver ormai detto quanto con essa poteva dirsi da Fidia a Canova.

Nel duecentesimo anniversario della fondazione del'Accademia di Carrara, abbiamo ritenuto interessante raccogliere in volume il pensiero degli studiosi di oggi sulla estensione storica ed attuale di quella che potremo chiamare la civiltà del marmo. Non si tratta di un libro celebrativo, ma di una raccolta di studi, che riunisce i contributi di taluni dei più attenti osservatori delle cose dell'arte.

Dettagli del prodotto

Editore
Bulzoni
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ISBN
6230

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