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Estratto dalla Premessa
Il presente lavoro costituisce l'edizione integrale del poema assiro-babilonese incentrato sulle figure principali del mondo degli Inferi nella Mesopotamia del II e I millennio.
In questo mito si narra come Ereskigal, signora degli Inferi già nel pantheon sumerico, unendosi in matrimonio con uno degli dèi del cielo, Nergal, ne faccia il sovrano degli Inferi. La storia prende le mosse dal banchetto annuale al quale partecipavano tutti gli dèi. Ereskigal, non potendo intervenirvi personalmente, vi invia un sostituto, il terribile Namtar. Di fronte a lui Nergal, unico tra tutti i grandi dèi, non mostra alcuna deferenza, come avrebbe voluto l'''etichetta". Anzi, resta seduto al suo posto. Ereskigal, informata dell'oltraggio fatto al proprio rappresentante, invia nuovamente Namtar in cielo, per reclamare la "testa" del colpevole. Al riconoscimento segue la decisione, presa congiuntamente dagli dèi del cielo e da Ereskigal, di punire Nergal in modo esemplare, esiliandolo per sempre negli Inferi. Ma Nergal, con l'aiuto del dio della saggezza, Ea, predispone un piano che gli permetta di sfuggire alla condanna. Ereskigal, dopo una prima resistenza, accoglie nel proprio letto il dio sceso dal cielo, condannandolo in tal modo all'eterno confino negli Inferi, che le genti della Mesopotamia chiamavano anche, non a caso, la «terra da cui non si fa ritorno».