Carrello
Estratto dal testo
LA VITA COME ANORMALITÀ VITTORIOSA.
Nel linguaggio comune il vivente che presenta uno scarto dal tipo della sua specie tanto ampio da rompere l'armonia e la coerenza delle forme è detto anormale. Vi sarebbe, dunque, un tipo ideale intorno al quale oscilla, sforzandosi di realizzarlo, il travaglio della natura. Quando questa riesce a realizzare quel tipo nella sua pienezza e integrità, si avrebbe l'esemplare perfettamente normale; quando, ed è il più delle volte; non ci riesce che imperfettamente, si avrebbe la mutazione o l'anomalia; quando poi lo scarto è tanto vistoso che l'armonia e la coerenza del tipo ne rimangono distrutte, si avrebbe la anormalità. Questa è !'ideologia che, più o meno confusa ed oscura, sottostà alla distinzione corrente di normale e anormale in biologia.
Con questa ideologia la scienza moderna l'ha fatta finita una volta per sempre. Non ci sono né tipi né archetipi che la natura tenderebbe a realizzare, ora riuscendo e ora no. Cade così il concetto di ideale, di modello, di esemplare, e cade con esso quello correlativo e opposto di anormale. Una linea netta di confine tra variazione, anomalia e anormalità è impossibile tracciarla. La differenza è puramente di gradi....