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Prodigi della natura e dell'uomo, magie dell'ottica, dell'acustica e della meccanica, antichi e moderni strumenti per misurare il tempo e divertire, invenzioni linguistiche e favole rivelate con l'occhio attento dello scienziato: il gabinetto delle meraviglie di Athanasius Kircher è un polittico, un sapientissimo gioco di specchi in cui passato e presente, tomismo e prisca teologia, pensiero scientifico e propaganda trovano un unico plausibile piano d'appoggio.
Un rigido sentire religioso ne è il cemento, il nucleo intorno a cui ruota la multiforme esperienza dei fenomeni. In nome di esso è lecito forzare il vero, convincere e sedurre.
Le macchine, giochi in apparenza facili ed ammiccanti, aprono la via al dubbio, sgomentano per la loro semplicità e svelano la debolezza dell'umana comprensione. Sono macchine di corte destinate ai potenti e ai dotti, a far vacillare le certezze e a insegnare. Affascinano con trucchi sapienti e ingan grazie ai loro segreti.