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In questo libro Raymond Oursel ricostruisce con pazienza, acutezza, spirito critico e, perché no, con un pizzico di ironia ove necessario, le tappe che segnano i diversi itinerari dei pellegrini verso Santiago de Compostela, il più famoso e frequentato santuario di pellegrinaggio dell'Europa medievale. Ad ogni tappa, si può dire, è legata la figura di un santo, la cui vita e i cui miracoli la tradizione si incaricava di offrire alla meditazione dei pellegrini. Il loro cammino, cosi, si nutriva e si fortificava nella compagnia di queste figure «esemplari» nel senso letterale del termine, per divenire cammino di conversione, di trasfigurazione. E non a caso la Trasfigurazione di Cristo era il soggetto che l'iconografia romanica aveva posto nella lunetta del primitivo portale della Cattedrale di Santiago.
« ... ogni giorno dell'interminabile cammino - con lo sradicamento dalla propria terra che passo dopo passo diventa sempre più profondo, con la cupa ripetitività dei gesti e del ritmo della marcia, con l'oppressione lancinante delle cose e delle genti ignote, con quella strana, paurosa, immateriale sensazione di solitudine che ben conoscono tutti coloro che percorrono le strade a piedi, con il peso schiacciante della fatica che il sonno e il riposo sempre meno alleviano, con la sete che tutta l'acqua del mare non estinguerà mai - ognuna di queste interminabili tappe, dunque, mette a nudo l'uomo vecchio, lo prosciuga, lo purifica fino al midollo per rivestirlo, al di sopra dell'unto e del sudore corporeo, di una veste nuova di cui ogni passo del suo cammino intesse un frammento»: questa l'ideale chiave di lettura che Oursel, storico di vaglia, dotato di una straordinaria capacità evocativa che lo rende nel medesimo tempo narratore piacevolissimo, pone a suggello di uno dei migliori esempi di storia della mentalità mai dedicati al medioevo.