Opera n.20 di Scienze Metafisiche.
"Del divino nella natura" (1830) di Antonio Rosmini è un'opera di filosofia della religione che indaga la presenza di Dio nel creato. Rosmini sostiene che la natura, attraverso la sua bellezza, ordine e grandezza, è una traccia, una "teofania" (manifestazione di Dio) che testimonia l'esistenza di un Creatore infinito. La natura non è divina in sé, ma riflette l'essere divino in quanto opera del suo atto creativo.
L'autore analizza come diverse culture e religioni abbiano percepito il divino nella natura, passando dal panteismo (natura-Dio) al teismo (Dio creatore della natura). La bellezza naturale è vista come un riflesso della perfezione divina, capace di elevare lo spirito umano verso l'ente infinito. Rosmini utilizza la ragione per dimostrare come l'ordine del cosmo implichi una mente suprema, connettendo la metafisica alla spiritualità. Il dialogo con la natura, la sua ammirazione e il suo uso responsabile sono visti come atti di saggezza e di rispetto per il Creatore.
L'opera sottolinea la necessità di cogliere la metafisica della carità e la bellezza infinita che si nasconde nelle cose create.