L’opera, dello stesso autore del più celebre Il Monte Analogo, riunisce due preziosi scritti poco conosciuti: La guerra santa – in cui Daumal evoca la guerra più ardua, la guerra interiore contro le proprie illusioni – e Il ricordo determinante, resoconto delle esperienze giovanili di Daumal con il tetracloruro di carbonio.
Dal testo:
«In questo vasto silenzio pieno di urla di guerra, nascosto all’esteriorità dal miraggio fuggevole del tempo, l’eterno vincitore ode le voci di altri silenzi. Solo, avendo dissolto l’illusione di non essere solo, solo, non è più solo a essere solo. Ma sono separato da lui da questi eserciti di fantasmi che devo annientare. Possa io un giorno installarmi in questa cittadella! Sui bastioni, che io sia dilaniato fino all’osso, affinché il tumulto non entri nella camera reale!»
Dalla postfazione di Andrea Cafarella:
«Stiamo combattendo una guerra santa, e il ricordo determinante universale dell’esemplare percorso di René Daumal può essere uno strumento e una guida, una mappa topografica rigorosa e immediata, poiché emotiva, degli insegnamenti fondamentali che possono guidarci: “morire prima di morire”, “vedendo che non si è niente”, e così facendo arrivare a vivere, “desiderando divenire”.»