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La Peste di Milano


Rusconi
Disponibile in copia unica
€ 15,00
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prima edizione, a cura di Armando Torno.
pp. 180, nn. tavv. a colori e b/n f.t., Milano
data stampa: 1987
codice isbn: 978881812066

Nel De Pestilentia di Federico Borromeo vi è il ritratto di una città che sta morendo e dell'anima di un uomo. La città è Milano, tormentata dalla peste del 1630 percorsa dai carri colmi di cadaveri, dai monatti e dagli untori. L'uomo è lui, il cardinale, cugino di San Carlo: uomo deciso, imprevedibile, con i tratti del principe rinascimentale, che affida alle pagine di un suo trattatello la descrizione terrificante di un incontro con il vasto spettacolo allestito dalla morte.

Ma il De Pestilentia è anche altro. Scritte di getto durante i giorni del contagio, queste pagine sono una sorta di commiato tra Federico e la sua Milano. Un addio straziante, attuato con una descrizione minuziosa degli avvenimenti e della follia che ben presto si impadronì degli animi. Il lettore ritroverà qui personaggi molto noti. ecco la madre di Cecilia nella sua versione originale, ecco il Chiodo chirurgo con le sue trovate medico-stregoniche, ecco il folle che cavalca nudo nel Lazzaretto tra i moribondi, ecco gli animali che portano soccorso agli abbandonati.

Vi è in quest'operetta un raro compendio in poche pagine si avverte quel che poteva essere una pestilenza. Milano è lo spunto, ma la descrizione riguarda i terribili effetti del morbo in ogni tempo. Da Tucidide a Boccaccio, da Omero a Federico, codesto teatro di morte invita lo scrittore alle supreme riflessioni.

Il cardinale, fonte segreta del Manzoni, riprende con quest'edizione - la prima che si avvale di una ricostruzione critica e di un'appendice di documenti poco noti e inediti - il posto che gli spetta tra coloro che nella furia del contagio hanno stabilito un inquietante colloquio con i sentimenti più segreti dell'uomo.

Federico Borromeo 18 agosto 1564-21 settembre 1631 è uno tra i più noti cardinali del Seicento. Nonostante la fama di uomo dotto - fu il fondatore della Biblioteca Ambrosiana e di innumerevoli accademie - quasi nulla conosciamo di lui come scrittore. Soltanto poche opere sono state riprese nel nostro tempo, tra le quali, oltre questo De Pestilentia, val la pena ricordare il suo Museum, raffinato itinerario artistico tra i gioielli della sua pinacoteca. Buona parte dei suoi scritti giace però ancora inedita o ha visto la luce nelle edizioni seicentesche.

Armando Torno è nato nel 1953 a Milano, dove vive e lavora.

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