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Agenda Romana 2012 settimanale

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MMDCCLXV ab Urbe Condita - 2012 dell'era volgare

Victrix
€ 24,00
€ 22,80 Risparmia 5%
pp. 184, Forlì
data stampa: 2011
codice isbn: 978888864651

L'Agenda Romana dell'anno MMDCCLXV a.V.c ospita, insieme alle indicazioni sul senso del tempo, le notazioni complete del calendario romano, le indicazioni cultuali del rito pubblico e privato romano-italiano e le citazioni dai Fasti di Ovidio, dalla Natvralis Historia di Plinio e dal De Agricoltvra di Columella, un florilegio di brani tratto da De tranqvillitate animi di Seneca, uno scritto che sviluppa l'azione protreptica avviata già l'anno precedente con il De brevitate vitae dello stesso autore, rivolta a coloro che sciupano l'esistenza in vane attività esteriori, mancando di perseguire la vita che conduce alla realizzazione dell'autentico bene, la Sapientia. 

Agenda è termine latino per dire ‘le cose da fare’, è il supporto, quindi, dove poniamo in ordine le azioni da svolgere ogni giorno, ogni edizione annuale dell'Agenda Romana accoglie passi provenienti dalla tradizione degli avctores latini con il fine di accompagnare lo scorrere dei giorni con l'assidua presenza di insegnamenti tratti dal mos romanvs, affinché si trovi in essi esortazione alla coltivazione delle virtù morali e civili e norme ispiratrici per il compimento dell'azione giusta.


Il De tranqvillitate animi è dedicato da Seneca (come il De constantia sapientis e il De otio) a Sereno, suo discepolo e, nella forma del dialogo, mantiene la forma tradizionale degli insegnamenti filosofici.

Si apre con una richiesta di consigli da parte dello stesso Anneo Sereno, che, esaminando il suo animo, si rende conto della mancanza di fermezza che gli impedisce il raggiungimento e lo stabilirsi dell'animo nella tranquillità. Egli si rivolge quindi al Magister/Philosophvs come un discepolo fiducioso di ricevere conforto e aiuto. Seneca gli risponde con questa trattazione, una della più vive ed acute dei suoi scritti protreptici, e, proprio per questo, particolarmente incisiva, che si colloca al seguito di una lunga tradizione di scritti morali sul tema della 'tranquillità', ampiamente trattato nel panorama filosofico sia greco che romano, fu Cicerone a tradurre il termine greco ' euthymías' con tranqvillitas.

Le parole di Seneca, pur collocandosi ad un livello psicologico e morale, offrono comunque l'opportunità di riflettere su molti habitvs del vivere, che non possono essere mantenuti senza mantenere con essi una profonda inquietudine nell'animo, a cui nessuno si vorrebbe concedere volentieri.

'Cerchiamo dunque come l’animo avanzi con corso uguale e abbia un andamento sempre uguale e ben disposto e sia propizio a se stesso e guardi lieto alle sue cose e non interrompa questo gaudio, ma rimanga in uno stato placido, né elevandosi, né deprimendosi. Questa sarà la tranquillità.' (De tranqvilliate animi, II, 3)

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