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Luce del Non Dualismo

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Georges Vallin con le sue opere essenziali “getta le basi per un nuovo modo di filosofare in Occidente… Questo nuovo modo di filosofare consiste nel lasciare bruscamente la struttura e le abitudini speculative della tradizione europea – che risale alla rivolta anti-platonica di Aristotele – e nel «ripensare» questa tradizione alla luce della metafisica orientale, principalmente quella del Vedānta shankariano”.
Il riferimento al non dualismo shankariano non consiste in alcun modo, per Georges Vallin, nel confrontare due scuole metafisiche, quella orientale e quella occidentale, alla maniera di uno storico della filosofia che confronta, per esempio, Cartesio e Leibniz o Malebranche e Spinoza. Qui

Descrizione

Georges Vallin con le sue opere essenziali “getta le basi per un nuovo modo di filosofare in Occidente… Questo nuovo modo di filosofare consiste nel lasciare bruscamente la struttura e le abitudini speculative della tradizione europea – che risale alla rivolta anti-platonica di Aristotele – e nel «ripensare» questa tradizione alla luce della metafisica orientale, principalmente quella del Vedānta shankariano”.
Il riferimento al non dualismo shankariano non consiste in alcun modo, per Georges Vallin, nel confrontare due scuole metafisiche, quella orientale e quella occidentale, alla maniera di uno storico della filosofia che confronta, per esempio, Cartesio e Leibniz o Malebranche e Spinoza. Qui non si tratta di erudizione, ma di verità. Ripudiando ogni spirito specialistico – Georges Vallin non vuole essere orientalista, anche se la sua competenza come sanscritista è universalmente riconosciuta – egli vede nella dottrina shankariana, definita storicamente e culturalmente, la formulazione eccezionalmente rigorosa e integrale di una conoscenza metafisica che, di per sé, è senza tempo e universale poiché la si ritrova nel buddista Nagarjuna, nel taoista Tchouang-Tseu, nel neo-platonico Plotino, nel cristiano Maestro Eckhart, nel Sufi Ibn ‘Arabi, tra gli altri. Questa dottrina gode quindi, rispetto ad altre dottrine, del … privilegio di interpretazione universale. È il non dualismo che può raccontare la natura e il significato delle filosofie europee, e non è vero il contrario. In questo non dualismo, ciò che colpisce il filosofo Vallin, nutrito dalla storia del pensiero occidentale, è che offre un modello speculativo che trascende completamente tutti i limiti e le contraddizioni in cui si è dibattutto su questo pensiero da Aristotele in poi. E stiamo dicendo un modello speculativo, il che significa che soddisfa i più alti requisiti di rigore e di chiarezza intellettuale. Nessuna relazione con la «notte in cui tutte le vacche sono nere» di cui parla la filosofia a proposito dell’Induismo. Georges Vallin quindi non cerca di esporre la dottrina dell’Advaita-Vedanta in se stessa e per se stessa, ma «dimostra la fondatezza del movimento camminando», dimostra la verità della prospettiva metafisica attraverso la luce che essa proietta sui significati più nascosti di un pensiero occidentale visto principalmente nelle sue radici aristoteliche (l’ontologia della sostanza individuale: la realtà è un albero, un gatto, un uomo), e nella logica del suo sviluppo. Il Vedanta non dualista rende così possibile cogliere la correlazione che unisce l’ontologia della sostanza individuale con la sostanzialità dell’ego individuale che si afferma come realtà primaria (il cogito cartesiano) e si esaurisce in modo contraddittorio in questa affermazione (l’esistenzialismo sartriano e la tragicommedia delle recenti condanne dell’argomento).

Dettagli del prodotto

Editore
Victrix
Autore
Vallin Georges
Disponibilità
1 Libro
ISBN
978883196616

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