L'approccio all'erotismo non è mai stato agevole per le letterature autenticamente dialettali. Vi sono, nell'universo popolare di cui si fa portavoce il dialetto, dei limiti di costume tradizionalmente imposti che, insieme con le insufficienze strutturali di linguaggio, rendono difficile l'avviamento di quell'operazione prevalentemente cerebrale, in sé, com'è da ritenersi sia l'erotismo.
Sicché, più spesso, al dialetto non è concesso se non di restare sulla soglia: a guardare, commentare, sorridere oppure riprovare in chiave di nebuloso moralismo. Allora, si degrada nella pesantezza del doppio senso, nella battuta o allusione scopertamente scurrile in quanto gratuità di atteggiamento appunto per la mancanza di un elaborato, se non sofisticato, stimolo cerebrale.
Il dialetto va essenzialmente per metafora naturalistica; l'erotismo, invece, esige un delirante giuoco di proiezioni intellettualistiche secondo regole che, essendo state tacitamente stabilite e consenzientemente accettate dalle due parti - autore e lettore - permette finanche all'abnorme di reggere il discorso sul filo della persuasività. Ancora: nel dialetto è difficile, se non impossibile, sottrarsi alla tentazione degli scorci risaioli del bozzettismo, laddove l'erotismo impone una seriosa sistematicità da iniziati, di cui gli stereotipi nordici sono una probante prova in uno con le pagine dell'underground americano.
Anche nel dialetto napoletano, nonostante la più complessa articolazione lessicale, quindi maggiori risorse di rappresentazione o espressività, quasi a livello di lingua, l'erotismo desta soltanto occasionali interessi e sempre emarginati al ruolo di esercitazione.
Tuttavia, esempi non ne mancano, e ce n'è che lasciano perfino il segno, quando riescono a superare lo scoglio della icasticità che spingerebbe a fuorviare l'immagine piuttosto verso la pornografia, nel ricordo di una antica tematica popolare incentrata su una mera dilatazione fallica e non altro.
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L'approccio all'erotismo non è mai stato agevole per le letterature autenticamente dialettali. Vi sono, nell'universo popolare di cui si fa portavoce il dialetto, dei limiti di costume tradizionalmente imposti che, insieme con le insufficienze strutturali di linguaggio, rendono difficile l'avviamento di quell'operazione prevalentemente cerebrale, in sé, com'è da ritenersi sia l'erotismo.
Sicché, più spesso, al dialetto non è concesso se non di restare sulla soglia: a guardare, commentare, sorridere oppure riprovare in chiave di nebuloso moralismo. Allora, si degrada nella pesantezza del doppio senso, nella battuta o allusione scopertamente scurrile in quanto gratuità di atteggiamento appunto per la mancanza di un ela
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Edito in proprio
- Autore
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 900000004840