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Dante: il Paradigma Intellettuale

Un'inventio degli anni fiorentini

Olschki
€ 30,00
Quantità

pp. XVI-262, Firenze
data stampa: 2011
codice isbn: 978882226043

La rilettura di una silloge d'autore, punto di partenza di questo lavoro, segue la collatura di testi poetici che Dante non realizza, ma suggerisce, istituendo un sequenziario identificabile con quanto si appella a partire dalla Vita nova come «lode» o «loda», «matera» o «stilo della lode». I testi, che iniziano dalla canzone Donne ch'avete intellecto d'amore e includono un piccolo gruppo di sonetti oltre alle prime due canzoni che entreranno nel Convivio, sanciscono di fatto una continuità tra Vita nova e Trattato dottrinale che si costruisce su una discontinuità annunciata. La lode, infatti, è quanto unifica l'amore per due donne diverse, amore che lo stesso autore vive come conflittuale e che, nell'ambito della sequenza, si risolve a favore della seconda donna.
I testi della silloge, riportati in appendice al volume e da legare di necessità a frammenti in prosa sia del libello della giovinezza che del Convivio, includono una tensione a sconfinare, che supera il perimetro della Vita nova, ma sta dentro quello degli anni fiorentini. Questo studio, nel valutare la continuità/discontinua che la lode porta sulla pagina, segnala nell'elezione dell'intellettuale un centro di forte aggregazione - che si costruisce su una stratigrafia complessa - e dove un sapere teologico e filosofico viene introdotto che il termine «lode» permette di identificare. E la lode, decisamente a partire da Donne ch'avete, fa penetrare ascendenze bibliche e neoplatonico-cristiane, mistiche e retoriche, imponendo il valore intellettuale e morale come bello e che si identifica con il bene, la natura speculativa della poesia e il suo valore formativo. Mentre il desiderio intellettuale per l'ente divino, e per quanto gli somiglia - e dunque per gli enti intellettuali - dichiara l'esseità di chi desidera e di amore stesso.

L'aperta relazione tra lode e parola mentale, introdotta nella tarda antichità da una auctoritas come Agostino e ripresa da Gregorio Magno sino a Tommaso, costruisce uno degli strati di significato di quanto la lode e la «matera» della lode fanno penetrare. Si produce qui la prima forte intuizione dell'esistenza di una lingua naturale che precede il linguaggio verbale, e ne è condizione, che è propria di tutti gli esseri e che in termini neoplatonici e neoplatonico-cristiani è pulsione naturale al ritorno all'origine.

Indice:

Ringraziamenti

Introduzione

Capitolo I - INTELLECTUALITER: FRAMMENTI DI UN DISCORSO 

1. Prologo. La voce e la parola

2. Leggere e intelligere: i tropi e gli enigmi

3. Per un nuovo stile

4. La matera della lode: Donne ch'avete intellecto d'amore

5. Scrivere e riscrivere 

Capitolo II - FRAMMENTI DI UN METODO


1. Lode e speculazione


2. Intellectualiter 

3. Lode come ornatus

4. Modi transumendi e modi intelligendi

5. L'intellegibile come bello

6. Altri testi di lode

Capitolo III - lNTELLIGERE E MUOVERE: VOl CHE 'NTENDENDO IL TERZO CIEL MOVETE

1. Conversare con gli angeli

2. Intelligere e muovere

3. Ordo celeste

4. Gentilezza e cosmologia

5. L'identità della nuova donna: assaggi di lettura

6. Altri tasselli utili

Capitolo IV - AMOR CHE NELLA MENTE MI RAGIONA

1. Amore come ente di relazione

2. Pensare per relazioni multiple


3. Il percorso intellettuale

4. L'eternità della donna

5. Tracce di eterodossia

6. Radicalismo e tensione civile


Conclusioni


Appendice: i testi


Bibliografia


Indice dei nomi


 

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