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Il testo qui presentato nella ormai classica traduzione di Giovanni Pini rappresenta uno dei momenti più alti e al tempo stesso enigmatici del cristianesimo dei primi secoli.
Negli Stromati Clemente di Alessandria compie l'audace tentativo di insediare il cristianesimo nel cuore stesso della cultura e della pratica di vita del mondo antico, indicandalo come una forza di rinnovamento, intellettuale ed etico, capace di trascendere ogni confine di classe, di censo e di genere per guidare ciascun uomo e ciascuna donna sul cammino che conduce alla piena conoscenza (gnosis) del fine ultimo dell'uomo: la contemplazione di Dio nell'amore. Per fare ciò, Clemente si avvale di un genere letterario e di una pratica di scrittura particolari, in cui il lettore deve impegnarsi in una ricerca serrata, muovendosi ininterrottamente tra Bibbia, filosofia, letteratura e storia umana.
Negli Stromati Clemente di Alessandria compie l'audace tentativo di insediare il cristianesimo nel cuore stesso della cultura e della pratica di vita del mondo antico, indicandalo come una forza di rinnovamento, intellettuale ed etico, capace di trascendere ogni confine di classe, di censo e di genere per guidare ciascun uomo e ciascuna donna sul cammino che conduce alla piena conoscenza (gnosis) del fine ultimo dell'uomo: la contemplazione di Dio nell'amore. Per fare ciò, Clemente si avvale di un genere letterario e di una pratica di scrittura particolari, in cui il lettore deve impegnarsi in una ricerca serrata, muovendosi ininterrottamente tra Bibbia, filosofia, letteratura e storia umana.