Questo breve fascicolo non ha che indirettamente motivi occasionali. È da ancor prima della guerra che io studio la storia dell'impero e specialmente quella del terzo secolo che ne è il punto centrale e culminante tanto dal lato cronologico quanto da quello spirituale. Sopravvenuto l'uragano del 1914-1918 e costretto da quest'anno in poi per impegni assunti con un editore ad intensificare i miei studi di storia dell'impero romano, mi sono trovato, al momento della pubblicazione degli articoli di G. Ferrero su La ruine de la civilisation antique (Paris, Plon-Nourrit, 1921), con un materiale di cognizioni che mi ha permesso di combattere la tesi prospettata dall'illustre uomo nel suo lavoro. I lettori troveranno nelle ultime pagine di questo volumetto riprodotto, in forma più larga, l'articolo col quale mi opposi appunto alle conclusioni cui giungeva il Ferrero.
Questo breve fascicolo non ha che indirettamente motivi occasionali. È da ancor prima della guerra che io studio la storia dell'impero e specialmente quella del terzo secolo che ne è il punto centrale e culminante tanto dal lato cronologico quanto da quello spirituale. Sopravvenuto l'uragano del 1914-1918 e costretto da quest'anno in poi per impegni assunti con un editore ad intensificare i miei studi di storia dell'impero romano, mi sono trovato, al momento della pubblicazione degli articoli di G. Ferrero su La ruine de la civilisation antique (Paris, Plon-Nourrit, 1921), con un materiale di cognizioni che mi ha permesso di combattere la tesi prospettata dall'illustre uomo nel suo lavoro. I lettori troveranno nelle ultime pagine di questo volumetto ripr