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Langobardìa

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735 e.v.: mentre Liutprando, uno dei più grandi sovrani longobardi, giace gravemente malato, tanto da sembrare in punto di morte, suo nipote Ildeprando viene incoronato re; come racconta Paolo Diacono, non l'unzione (ossia la sottomissione al papa) ma la consegna della lancia (sicut moro est, è la chiosa rivelatrice) al nuovo re fu il segno tangibile dell'avvenuta trasmissione della regalità. Ecco, ancora, perché mentre il carolingio Pipino s'affretta ad andare incontro al papa a Ponthion, Liutprando aspetta, da superiore, papa Zaccaria. Queste prime, scarne osservazioni sul rapporto tra re longobardi e papi, quasi antitetico rispetto a quello cui daranno vita i carolingi, andranno poi ovviamente inserite nel più vasto reticolo delle istituzi

Descrizione

735 e.v.: mentre Liutprando, uno dei più grandi sovrani longobardi, giace gravemente malato, tanto da sembrare in punto di morte, suo nipote Ildeprando viene incoronato re; come racconta Paolo Diacono, non l'unzione (ossia la sottomissione al papa) ma la consegna della lancia (sicut moro est, è la chiosa rivelatrice) al nuovo re fu il segno tangibile dell'avvenuta trasmissione della regalità. Ecco, ancora, perché mentre il carolingio Pipino s'affretta ad andare incontro al papa a Ponthion, Liutprando aspetta, da superiore, papa Zaccaria. Queste prime, scarne osservazioni sul rapporto tra re longobardi e papi, quasi antitetico rispetto a quello cui daranno vita i carolingi, andranno poi ovviamente inserite nel più vasto reticolo delle istituzioni longobarde. Ed è proprio qui che emerge tutta l'importanza del lavoro di Tommaso Indelli. Perché Indelli, ed è un altro degli indubbi meriti della sua opera, non ha soltanto minuziosamente ricostruito tutto l'arco della presenza longobarda in Italia dal VI all'XI secolo, quindi includendovi anche le vicende, spesso trascurate o studiate separatamente, della Langobardìa minor, ma si è soprattutto interessato, con ricchezza di particolari e profondità di analisi, delle istituzioni e della società dei Longobardi.

Indelli si sofferma innanzitutto sulle trasformazioni della regalità, mettendo ad esempio in luce l'importanza dell'editto di Rotari come decisivo passaggio dall'ordinamento giuridico del popolo all'ordinamento giuridico del re, dal Volksrecht al Konigsrecht, e ancora, il progressivo abbandono, giunto a compimento nel VII secolo, della prassi dell'elettività assembleare a tutto vantaggio di una regalità fondamentalmente dinastica, oppure il riconoscersi, da parte dei re longobardi, in un orizzonte 'romano', in tal modo portando a maturazione un lungo ma costante processo di acculturazione. Ancor più significative sono le riflessioni riservate dall'Autore all'esame della tribù longobarda. Di contro a una lettura oggi particolarmente in voga, Indelli recupera una concezione dell'etnia (anche se ritiene maggiormente perspicuo l'uso del termine tribù per connotare l'organizzazione sociale longobarda) radicata su fattori oggettivi, senza per questo, a ragione, pensarla fuori dalla storia.

Dettagli del prodotto

Editore
Ar
Autore
Indelli Tommaso
ISBN
978888951563

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